Sclerosi multipla, studio dell’Università Federico II: individuata proteina che blocca la malattia
Intercettata una possibile chiave per arrestare il decorso ingravescente di questa patologia del sistema nervoso.
Uno studio importante, che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Immunity (Cell Press) ed è stato finanziato da Fondazione Italiana sclerosi multipla (FISM), dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e dal Ministero della Salute.
A coordinare lo studio il professore Giuseppe Matarese dell’Università Federico II.
La ricerca verte sulle cellule T regolatorie (Treg), capaci di arrestare l’infiammazione. La possibilità che tali cellule arrestino l’infiammazione è collegata alla loro capacità di produrre la SLC7A11, una proteina che permette l’ingresso dell’amminoacido cistina e l’uscita del glutammato. In tal modo si ottiene l’equilibrio dei radicali liberi all’interno della Treg necessari per garantire la funzionalità e la crescita di queste stesse cellule.
I ricercatori hanno osservato che nei pazienti affetti da questa malattia emerge un deficit della SLC7A11. Quest’ultima, infatti, verrebbe prodotta in maniera scarsa impedendo la difesa dai radicali liberi che attaccano le stesse cellule.
In base a queste osservazioni è iniziata un’attenta disamina di tutti quei possibili interventi suscettibili di favorire la produzione di questa proteina, andando in questo modo ad arrestare il decorso della malattia.
Ed in tale contesto si è osservato che la produzione di SLC7A11 viene favorita da un farmaco impiegato prima linea per questa malattia, il dimetil fumarato, che consentirebbe anche il ripristino della capacità di crescere da parte della proteina in oggetto.
Un risultato promettente, che dà adito a nuovi scenari terapeutici per questa malattia del sistema nervoso.

