Scialatielli freschi: l’originale ricetta per farli in casa

Cucina
Articolo di , 23 Mar 2021

Quando si pensa agli scialatielli, subito viene in mente la costiera amalfitana. Proprio l’incantevole Amalfi è il luogo dove questa pasta fresca callosa e consistente, larga e spessa, fu impastata per la prima volta.

 

Non troppi anni fa, nel 1978, lo chef Enrico Cosentino presentò gli scialatielli ad un concorso culinario. Da quel momento iniziò la loro ascesa fino ad ottenere il riconoscimento come prodotto agroalimentare tradizionale della regione Campania.

 

Il loro nome così curioso si pensi derivi dalle parole napoletane scialare e tiella, che significano rispettivamente “godere” e “padella”. Un’altra corrente di pensiero lo ricollega, invece, al verbo napoletano sciglià, che significa “scompigliare”, in riferimento al suo aspetto scompigliato nel piatto.

 

Oggi giorno i supermercati e le gastronomie di quartiere vendono confezioni di scialatielli secchi di produzione industriale pronti ad essere calati nell’acqua bollente. Questa opzione è per coloro che prediligono qualcosa di “pronto all’uso”, veloce da cucinare.

 

Se invece adori mettere le “mani in pasta”, giocare con la farina e dedicare del tempo alla preparazione di questa pasta adatta a svariati tipi di condimenti, benvenuto!

 

Stai leggendo l’articolo giusto.

 

Ecco la ricerca originale:

Ingredienti

  • Farina 00 500 g
  • Uovo 1
  • Latte 220-250 g
  • Olio Evo 1 cucchiaio
  • Basilico 10 foglie
  • Parmigiano e Pecorino  25 g
  • Pepe (facoltativo)
  • Sale fino 5 g

Preparazione

Per fare l’impasto è innanzitutto da ricordare che questo ha bisogno di una quantità ridottissima di uova perché è il latte a dare all’impasto l’umidità necessaria e a rendere la pasta morbida e cremosa al palato.

 

Un uovo ogni mezzo chilo di farina è sufficiente. Gli scialatielli non rientrano nella categoria della pasta fresca all’uovo!

 

Il parmigiano, il pecorino, oppure un mix di entrambi,  insieme al basilico fresco contribuiscono a dare agli scialatielli un sapore che li distingue dagli altri tipi di pasta fresca, come ad esempio le tagliatelle.

 

La ricetta originale degli scialatielli prevede l’utilizzo della farina 00. È concesso un 10-20% di farina di semola per dare all’impasto una maggiore consistenza.

 

Inizia ad impastare mettendo tutti gli ingredienti solidi e il cucchiaio d’olio nella stessa terrina (o nella planetaria), poi aggiungi il latte a filo finché l’impasto non risulti liscio e omogeneo al tatto.

 

Copri la terrina con una pellicola e lascialo riposare per mezz’ora.

 

Una volta riposato, poni l’impasto sulla spianatoia. Dividilo in due panetti e stendili uno alla volta in sfoglie di circa 3-4 mm di spessore, tenendo il secondo panetto avvolto dalla pellicola per evitare che secchi al contatto con l’aria.

 

Le sfoglie devono essere di forma rettangole,  larghe 10 centimetri e lunghi 25-30 cm. Spolverale con abbondante farina e sovrapponile.

 

Ricava gli scialatielli tagliando delle striscioline con un coltello ben affilato: parti dal lato corto, ad intervalli di circa 5-7 mm l’uno dall’altro.

 

Cuocili in acqua bollente salata per 4-5 minuti e condisci come preferisci.

Condimenti

Gli scialatielli sono pronti!

È una pasta molto versatile perciò molte ricette la vedono protagonista in svariati abbinamenti, anche se il più apprezzato è quello con ingredienti di mare, data la sua natura marinara: ai frutti di mare, allo scoglio, all’amalfitana.

 

 Il sugo degli scialatielli all’amalfitana è a base di vongole veraci, cozze, gamberetti, seppioline, calamaretti, capperi sott’aceto, olive verdi  e pomodorini rossi di Pachino. Perfetto durante l’estate.

 

Si prestano bene, però, anche ad altri tipi di sugo come quello alla sorrentina:  salsa di pomodoro, mozzarella di bufala, cipolla, olio extravergine di oliva, parmigiano reggiano, qualche foglia di basilico, sale e pepe.

 

Fuori dalla Campania, invece, vengono abbinati a sughi che rispecchiano le varie tradizioni e stagionalità regionali: la salsiccia, le cime di rapa, i funghi e così via.

 

Buon appetito!

 

 

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