” Scavamiento ‘e Pumpei” : significato della storica espressione napoletana

Napoletanità
Articolo di , 25 Feb 2021

 

Scavamiento ‘e Pumpei“: un’espressione antica, forse dal napoletano medio del nuovo millennio mai sentita. Perché sì, probabilmente chi ha dai trent’anni in giù l’avrà sentita provenire dai nonni, quando era molto piccolo.  Antica, forse, sì, ma sempre efficace nel rendere il proprio significato.

Quale potrebbe essere il contesto in cui ci è stata rivolta questa espressione?

 

Significato di “scavamiento ‘e Pumpei” : letterale e simbolico

 

La grande vivacità della nostra lingua risiede nel suo essere riassuntiva e creativa al contempo. Pensiamo, appunto, all’espressione presa in esame: “Scavamiento ‘e Pumpei”. Molteplici idee vengono a sostegno di quella che è un’idea chiara, concisa ed immediata. Immaginarne il significato letterale non è difficile, in quanto somiglia molto al corrispettivo in italiano corrente. Lo “scavamiento” non è altro che il semplice scavo archeologico, tra le rovine abbandonate di qualche antica civiltà. E quale civiltà campana più antica e ricca di reperti archeologici da rispolverare e scoprire della vecchia Pompei?

 

Le rovine archeologiche della Pompei storica, come sappiamo rasa al suolo dall’eruzione del Vesuvio (lo “sterminator Vesevo” dei versi di Leopardi) del 79 d.C., sono tra i tesori più antichi e preziosi della nostra terra. La Campania custodisce questo dono del tempo con dedizione da migliaia di anni. Ma gli scavi, il recupero di suppellettili, corpi, abitazioni, locali, utensili da parte degli archeologi non deve essere stato lavoro facile. Ed è proprio da questa difficoltà nel recuperare un oggetto cercato, ma perduto in mezzo a tanti altri, che deriva il significato del nostro modo di dire.

 

Mentre cerchiamo un qualcosa che abbiamo perduto, senza trovarlo, rovistando tra ciarpame e cianfrusaglie stiamo facendo uno “scavamiento ‘e Pumpei”.  Ma possiamo anche semplicemente intendere: vecchiume; vecchio ciarpame, chincaglieria obsoleta; luogo, ambiente disastrato, in rovina.  Un termine, questo, che troviamo spesso anche in opere teatrali e letterarie come “E tre guappe ammartenate con Pulcinella“. Si riferisce, quindi, anche a termini come “ammuina”, caos, disordine.

 

La lingua napoletana cerca sempre il modo più bizzarro, divertente ed utile per esprimere la propria vivacità.

 

 

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