Scandali e riti segreti delle grotte di via Chiatamone

Scandali e riti segreti delle grotte di via Chiatamone
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Forse non tutti conoscono i segreti di via Chiatamone, l’elegante strada nei pressi del lungomare partenopeo che un tempo veniva chiamata la “Posillipo dei pezzenti”, teatro di leggende e di riti propiziatori dotati di un fascino che ancora oggi attira gli appassionati di storia e di antichi culti misterici. Questo luogo deve il proprio nome e la propria fama alle grotte platamoniche, dal greco platamon, nate dell’effetto erosivo dell’acqua sulla roccia ed utilizzate come riparo dal noioso caldo estivo.

Importanti storici, come Gennaro Aspreno Galante e Benedetto di Falco, hanno condotto studi accurati su ciò che avveniva segretamente negli antri di queste grotte: qui, fino alla metà del XVI secolo, venivano celebrati più volte all’anno dei riti sul mistero e sull’importanza vitale della fecondità. Di giorno si invocavano Mithra, Serapide, Venere, Cibele, mentre di notte si svolgevano i riti dionisiaci dedicati al dio Priapo, figlio di Dioniso e Afrodite, simbolo di lussuria, cacciato dall’Olimpo perché tentò, ubriaco, di abusare di Estia, dea del fuoco.

Mario Buonoconto, uno dei massimi studiosi dei culti napoletani, descrive questi rituali nel suo libro “Napoli Esoterica”: «Anche in queste grotte antichissime come in quella famosa di Piedigrotta, si consumarono riti orgiastici di origine “priapica”, che contemplavano la fecondazione della “menade”, incoronata da un serto “d’evera ‘e mare” (alga marina usata anche nella cucina povera napoletana), ad opera di uno “Jerofante” vestito – si fa per dire – da uomo-pesce e a sua volta nimbato di vegetali marini».

I culti orgiastici continuarono fino al 1563, anno in cui il viceré Don Pedro de Toledo ne venne a conoscenza, condannandoli con un ordine al quale nessuno ebbe il coraggio di opporsi. E fu così che le gallerie ai piedi del monte Echia vennero murate, ponendo fine allo “scandalo delle orge” e trasformando via Chiatamone in un ambiente più borghese e raffinato.

Foto: il Mattino



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