Scampia: La palestra tra le Vele che salva i ragazzi con la pallavolo

Paola Palmieri
Scampia: La palestra tra le Vele che salva i ragazzi con la pallavolo
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La palestra a Scampia che salva i ragazzi in difficoltà

 

Tra le vele di Scampia, c’è la palestra dove ogni giorno, dalle 4 del pomeriggio e fino a mezzanotte i bambini dai 6 ai 16 anni ci vanno per giocare a pallavolo.

 

Attraverso un cancello arrugginito su via Labriola, si arriva in piccolo giardino dove i ragazzi hanno preso in gestione lo spazio 10 anni fa dalla scuola elementare Carlo Levi, sono nati qui e hanno fatto tutto da soli, prendendo i bimbi dalla strada sottraendoli al nulla e insegnando loro il gioco della pallavolo.

 

Ivan Capozzi, presidente dell’Athena Volley speiga:  “Le luci qui sono sempre accese, non è stato facile arrivare fin qui. Abbiamo cominciato con 3 ragazzi, ora sono 140. Alla palestra mancavano luci, porte, tappeti. Il giardino era distrutto e ora lo curiamo noi. Anche le insegnanti hanno compreso il nostro lavoro: quest’anno sfioriamo quota 900 ragazzi condotti qui dalle scuole”. Almeno 90 bambini non hanno possibilità per pagare i 20 euro al mese di retta e giocano gratis. “Compensiamo con le donazioni, chi non può pagare viene qui gratis, da sempre”. La pallavolo non è uno sport che i bambini di strada comprendono. “All’inizio lo considerano uno sport femminile perché non prevede il contatto, poi però cambiano idea, capiscono che valore ha uno sport di squadra, comprendono cosa vuol dire saltare una rete a 2 metri e 43 dal suolo. Sfidano i propri limiti con l’aiuto dei compagni. E poi hanno sempre un livido da portare a casa, un insegnamento. Imparano ad amare questo sport e tornano sempre”.

 

Stefano 18 anni racconta:  “La pallavolo mi ha salvato, gioco da 7 anni qui. Ho acquistato fiducia in me grazie agli amici conosciuti qui, era l’unica valvola di sfogo, stare qui mi rendeva felice. Mi sono stati vicino e io sono riuscito finalmente a reagire ai soprusi che ricevevo a scuola. Ho avuto il coraggio di dire basta”. “Gioco ancora a pallavolo e do una mano in palestra. Non posso dimenticare cosa ha significato per me questo posto”.

 

I ragazzi arrivano a tutte le ore e giocano in squadre di 10 ragazzi, ognuna ai 4 quadranti del campo, Teresa Capozzi,  uno dei 4 allenatori, dice: “Arrivano bimbi con storie familiari difficili, vengono qui prima sfrontati, poi diventano timidi, cercano una strada per salvarsi dal degrado che c’è fuori. Ci capiamo con uno sguardo, senza parlare”.

 

Durante la lezione arrivano tre ragazzi, del lotto G che si siedono su una panchina ai bordi della palestra, e che vanno sempre a guardare gli allenamenti, sopra di loro, uno striscione: “Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere”. 

 

I ragazzi giocano su un manto verde donato dall’ex ct della Nazionale pallavolo Mauro Berruto che commosso quando vide che i bambini giocavano sull’asfalto e ha voluto donare il un manto. Capozzi conclude:  “Quest’anno abbiamo vinto i campionati per la serie D abbiamo cominciato quando qui c’era la guerra di camorra. Un traguardo impensabile fino a poco tempo fa”.

 

(Fonte la Repubblica.it)



Comments to Scampia: La palestra tra le Vele che salva i ragazzi con la pallavolo

  • BRAVI ! CONTINUATE COSI’ .

    PIERA 7 Febbraio 2019 19:38 Rispondi

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