Sant'Antonio ai Monti, una gradinata suggestiva nel ventre di Napoli eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Sant’Antonio ai Monti, una gradinata suggestiva nel ventre di Napoli
L. Arno

Sant’Antonio ai Monti, una gradinata suggestiva nel ventre di Napoli

Una rampa di scale che dal Vomero scende verso uno dei quartieri più storici e popolari di Partenope.

Oggi andiamo a parlare di un’altra rampa di scale che dal Vomero scende verso la città a livello del mare arrivando in uno dei quartieri più storici e popolari di Napoli. Stiamo parlando della scalinata creata nel XVII secolo, il cui nome è appunto Sant’Antonio ai Monti e che collega il Corso Vittorio Emanuele con Montesanto, piazzetta Olivella per essere precisi. In verità le scale in questione sono un prolungamento della salita Cacciottoli, anch’essa dello stesso periodo storico e prendono il nome da una chiesa in loco dedicata a Sant’Antonio ai Monti appunto, probabilmente edificata alla fine del’500. Chiesa che è ancora presente ma in cattivo stato di conservazione.

Le peculiarità della passeggiata

La salita in questione fu costruita essenzialmente per motivi di viabilità e praticità diramandosi con una tendenza abbastanza ripida e sinuosa facendosi strada tra due barriere di edifici che sembrano quasi toccarsi acquistando nei secoli anche un grandissimo valore monumentale. La discesa, o meglio, la passeggiata, è molto suggestiva e si snoda lungo un percorso per lo più stretto dove nella prima parte il tufo, incorniciato dalla vegetazione, è uno dei soggetti principali. Non mancano poi i tipici vicoli napoletani, soprattutto nella parte finale della discesa stessa. La sua durata è di circa 20 minuti.

 

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Un percorso tutto da scoprire

Il tragitto inizia da Salita Cacciottoli, che parte da Piazza Michelangelo. In questa parte della discesa sono il tufo e il degrado  a farla da padrona. In passato doveva essere molto bella, incastonata nella montagna e piena di verde. Si fanno le scale coi gradoni lastricati di basolato vesuviano e si arriva al Corso Vittorio Emanuele. Il sole si vede di nuovo, con lui i primi palazzi e le auto. Le scale di cui trattiamo in quest’articolo si trovano qui, quasi nascoste dietro un palazzo. Trafficate fin da subito, il percorso ora cambia, il ponte del Corso è sopra di noi. Non mancano i tipici bassi, i panni stesi ma soprattutto quello che più colpisce sono i legami che si creano tra le persone che ci abitano. Alla fine di questo percorso suggestivo, con un’alternanza tra storia e tratti moderni, si arriva a piazzetta Olivella. La Pignasecca è un museo di vita quotidiana a cielo aperto, dove ci si imbatte nei sapori e negli odori della Napoli popolare.

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