Sant’Antonio ai Monti, una gradinata suggestiva nel ventre di Napoli

Una rampa di scale che dal Vomero scende verso uno dei quartieri più storici e popolari di Partenope.

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Articolo di , 11 Mag 2021

Oggi andiamo a parlare di un’altra rampa di scale che dal Vomero scende verso la città a livello del mare arrivando in uno dei quartieri più storici e popolari di Napoli. Stiamo parlando della scalinata creata nel XVII secolo, il cui nome è appunto Sant’Antonio ai Monti e che collega il Corso Vittorio Emanuele con Montesanto, piazzetta Olivella per essere precisi. In verità le scale in questione sono un prolungamento della salita Cacciottoli, anch’essa dello stesso periodo storico e prendono il nome da una chiesa in loco dedicata a Sant’Antonio ai Monti appunto, probabilmente edificata alla fine del’500. Chiesa che è ancora presente ma in cattivo stato di conservazione.

Le peculiarità della passeggiata

La salita in questione fu costruita essenzialmente per motivi di viabilità e praticità diramandosi con una tendenza abbastanza ripida e sinuosa facendosi strada tra due barriere di edifici che sembrano quasi toccarsi acquistando nei secoli anche un grandissimo valore monumentale. La discesa, o meglio, la passeggiata, è molto suggestiva e si snoda lungo un percorso per lo più stretto dove nella prima parte il tufo, incorniciato dalla vegetazione, è uno dei soggetti principali. Non mancano poi i tipici vicoli napoletani, soprattutto nella parte finale della discesa stessa. La sua durata è di circa 20 minuti.

 

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Un percorso tutto da scoprire

Il tragitto inizia da Salita Cacciottoli, che parte da Piazza Michelangelo. In questa parte della discesa sono il tufo e il degrado  a farla da padrona. In passato doveva essere molto bella, incastonata nella montagna e piena di verde. Si fanno le scale coi gradoni lastricati di basolato vesuviano e si arriva al Corso Vittorio Emanuele. Il sole si vede di nuovo, con lui i primi palazzi e le auto. Le scale di cui trattiamo in quest’articolo si trovano qui, quasi nascoste dietro un palazzo. Trafficate fin da subito, il percorso ora cambia, il ponte del Corso è sopra di noi. Non mancano i tipici bassi, i panni stesi ma soprattutto quello che più colpisce sono i legami che si creano tra le persone che ci abitano. Alla fine di questo percorso suggestivo, con un’alternanza tra storia e tratti moderni, si arriva a piazzetta Olivella. La Pignasecca è un museo di vita quotidiana a cielo aperto, dove ci si imbatte nei sapori e negli odori della Napoli popolare.

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