Santa Lucia: storia e culto di una patrona di Napoli

Giovanna Iengo

Napoli ha tantissimi patroni. Tra questi c’è Santa Lucia.

 

Santa Lucia nacque nel 283 dopo Cristo a Siracusa da una nobile famiglia cristiana. Perse il suo papà a soli cinque anni e fu promessa sposa a un pagano fin dall’infanzia. In segreto però fece presto voto di castità a Cristo. Al contempo sua madre Eutychia si ammalò terribilmente e cercò di curarsi sborsando molti soldi. Assieme a Lucia, si incamminò perciò in pellegrinaggio al sepolcro di sant’Agata di Catania, sperando che la martire potesse aiutarla nel suo bramato percorso di guarigione. Giunsero a destinazione e Lucia si assopì in preghiera. Ebbe in quel momento una visione di sant’Agata attorniata da angeli che le disse:

Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana. E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa.

Eutychia perciò guarì e Lucia nel viaggio di ritorno le confessò la sua castità in onore del Signore, con annesso desiderio di donare il suo patrimonio a chi ne avesse bisogno. Si dedicò quindi a tutti coloro che risultassero essere bisognosi, rifiutando fermamente il suo pretendente. Quest’ultimo decise di vendicarsi denunciandola, approfittando della persecuzione dei cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano. Al processo le fu imposto di fare sacrifici agli dei pagani, ma ella restò fedele a Cristo e si oppose a quanto preteso, per cui la minacciarono di spedirla al patibolo. Ma la donna annunciò:

Il corpo si contamina solo se l’anima acconsente.

 

Fu quindi ordinato che la fanciulla venisse costretta con forza a compiere tali atti, ma quest’ultima divenne miracolosamente incredibilmente pesante, impossibile da spostare per decine e decine di uomini e animali. Fu perciò accusata di stregoneria, cosparsa d’olio, posta su legna e torturata mediante il fuoco, ma rimase indenne poiché le fiamme non sortirono alcun effetto sulla fanciulla. Fu poi obbligata a inginocchiarsi e morì colpita alla gola da un pugnale, solo dopo aver ricevuto la Comunione e la profezia della caduta di Diocleziano, con seguente pace per la Chiesa.

Napoli

Napoli ha un legame viscerale con la santa. Nel borgo marinaro di santa Lucia ad esempio si festeggia la fedele fin dal sabato che precede il tredici dicembre. Si parte con una processione del busto argenteo della Martire, risultato della fusione di vari ex voto. Il percorso comincia dal mare e arriva alla chiesa di santa Lucia. Arrivata l’alba del tredici, ormai verso la chiesa, viene posizionata una batteria di fuochi d’artificio che precede la processione dei fedeli, che aggiungono elementi luminosi per omaggiare e simboleggiare la luminosità di santa Lucia, il cui nome significa proprio luce.



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