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Napoli: al Santobono bimba salvata grazie ad un innovativo micromonitor cardiaco

Paola Palmieri

Grazie all’installazione di un dispositivo innovativo qualche giorno fa una bambina di 12 anni è stata salvata dall’annegamento.

 

Arrivata in ospedale i medici hanno subito consigliato l’impianto di un sistema di monitoraggio cardiaco costante. Ieri l’equipe cardiologica del Santobono ha iniettato sotto la pelle della bimba un micro ElettroCardioGrafo che per i prossimi quattro anni registrerà il suo battito cardiaco.

 

Le informazioni raccolte permetteranno ai medici di monitorare costantemente la bimba anche da remoto; i tracciati cardiaci, saranno trasferiti in telemedicina al reparto di cardiologia del Santobono, attraverso la rete dei dati dei cellulari.

 

Il dottor Rodolfo Paladini, primario del reparto di Cardiologia e della Syncope Unit del Santobono ha speigato: “Un anno fa nel nostro ospedale abbiamo impiantato il primo micromonitor cardiaco su un nostro bambino. Da allora abbiamo acquisito un know-how specifico su questi apparecchi, estremamente importanti per l’individuazione di patologie che producono improvvise perdite di coscienza. Si tratta del sistema più idoneo per evitare morte cardiaca improvvisa. Siamo certi che anche in questo caso, l’utilizzo di tale tecnologia potrà essere di grande aiuto nell’individuare il percorso terapeutico più idoneo

 

La prima volta questo apparecchio fu utilizzato a luglio 2018 per monitorare un bimbo era stato salvato dall’annegamento, e grazie a questo apparecchio dopo si scoprì che il bambino non era cardiopatico, ma soffriva di una patologia per la quale oggi è in cura. In quel caso il monitoraggio del cuore servì ad avviarlo verso la giusta terapia.

 



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