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“San Gennà, futtatenne!”, come reagirono i napoletani quando a San Gennaro fu tolta la santità
Valentina Cosentino

“San Gennà, futtatenne!”, come reagirono i napoletani quando a San Gennaro fu tolta la santità

Nel 1969 a San Gennaro fu tolta la Santità, Napoli insorse contro questa decisione.

San Gennaro è un Santo particolare ma, trattandosi del protettore di Napoli non poteva essere diversamente. Un affetto, quello che i napoletani provano per il loro patrono, che va ben oltre il devozionale. Un legame che unisce il santo e i napoletani, che si rivolgono a lui quasi come se fosse uno di famiglia.

E si sa, a Napoli la famiglia è la famiglia…guai a toccarla o a parlarne male.

Quando a San Gennaro fu tolta la Santità

E proprio a questo proposito un vero esperto di napoletanità, un informatore che vuole mantenere l’anonimato perché, dice, i Santi è meglio lasciarli tranquilli e non ricordare loro certe spiacevoli vicende, mi ha raccontato un episodio di vita napoletana che riguarda proprio il nostro beneamato Santo. La vicenda andò così.

Dopo il Concilio Vatincano II, una specifica commissione decretò che San Gennaro non poteva essere più santo.  E tutto questo per una quisquiglia, una cosa da niente, una motivazione banale: non si poteva essere del tutto certi della stessa esistenza di Gennaro! Come, San Gennaro non sarebbe mai esistito? E allora, il sangue, il miracolo, i miracoli che il santo fa a tutti i fedeli napoletani, e non, sparsi nel mondo? Sì, insomma, pareva che, in effetti, ci fossero delle prove più o meno scientifiche che in realtà il nostro santo non sarebbe mai esistito, ma il discorso sarebbe lungo e qui a noi interessa solo la decisione della nostra bella commissione vaticana.

Per farla breve, forti del potere papale, a Roma, senza interpellare nessuno, con la riforma liturgica del 1969, a San Gennaro fu tolta la santità, e rimase solo Gennaro. La sua festa fu tolta dal calendario liturgico ufficiale. La curia di Napoli e i napoletani tutti provarono ad insorgere contro questa decisione, ma il Vaticano fu irremovibile e fece solo delle modeste concessioni, stabilendo che Gennaro poteva essere ancora venerato come santo solo a livello locale, come dice qualcuno, un Santo di serie B. Fu Giovanni Paolo II nel 1980 a proclamare ufficialmente San Gennaro patrono di Napoli e della Campania, visto l’amore palese che i fedeli avevano per questo Santo.

Tornando a noi, i napoletani – preoccupatissimi che San Gennaro potesse offendersi per questa decisione papale – provarono in tutti i modi possibili a consolarlo e fu così che sui muri della città comparvero una serie di scritte, tra cui una è rimasta famosa: San Gennà, futtatenne”.

E San Gennaro deve essersene davvero “fregato” poco della decisione tanto che continua ancora oggi ad essere particolarmente venerato ed amato dai napoletani con un amore sincero ed una fiducia infinita nella sua santità. Tanto amato al punto che una recente ricerca, ha portato il Vaticano a considerare San Gennaro il  santo più amato del pianeta con svariati milioni di fedeli al suo seguito.

Testimonianza della diffusione e dell’importanza del culto è il fatto che esiste anche una APP per iPad, iPhone e iPod Touch con la quale, in qualsiasi parte del mondo ci si trovi è possibile accendere una candela direttamente nella cappella del Santo a Napoli!

Evviva San Gennaro 2.0!

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