ReStart Scampia, completate le prime tre palazzine: 97 nuovi alloggi e un quartiere che cambia volto
Il programma di rigenerazione urbana entra in una nuova fase: cinque edifici residenziali, 509 alloggi complessivi, spazi pubblici, servizi, aree verdi e una nuova idea di abitare.
Scampia cambia volto, un edificio alla volta. Il progetto ReStart Scampia raggiunge una nuova tappa con il completamento delle prime tre palazzine del lotto M, denominate A1, A2 e A3, per un totale di circa 97 nuovi alloggi. Si tratta di uno dei passaggi più significativi all’interno di un programma di rigenerazione urbana decisamente ampio, pensato per trasformare radicalmente uno dei quartieri più conosciuti di Napoli.
Indice dei contenuti
Il progetto, promosso dal Comune di Napoli, prevede complessivamente 509 nuovi alloggi, nuovi servizi, aree pubbliche, spazi verdi e una viabilità riorganizzata, con un investimento totale di circa 159 milioni di euro.
ReStart Scampia: 509 alloggi e un nuovo assetto urbano
Il primo lotto è stato progettato dallo studio internazionale Settanta7, insieme a Studio Perillo e Studio Valle Progettazioni, ed è realizzato da Piloda Building / Operazione Srl. L’intervento insiste su un’area di circa 200.000 metri quadrati e si inserisce nel percorso che ha già previsto la demolizione di due delle Vele ancora presenti e la conservazione della Vela Celeste, destinata ad accogliere attività sociali e culturali.
Accanto alle nuove abitazioni troveranno spazio anche una scuola per l’infanzia, un Civic Center, mercati coperti, aree verdi e orti urbani.
Case più luminose, terrazzi e consumi ridotti
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la qualità degli alloggi. Le nuove abitazioni sono state pensate per superare il modello tradizionale dell’edilizia residenziale pubblica, con doppia esposizione, grandi porte finestre e terrazzi ampi, che in alcuni casi raggiungono dimensioni di circa 4×4 metri.

Sono previste cinque tipologie di appartamenti, con superfici comprese tra circa 50 e 140 metri quadrati, per rispondere alle esigenze di nuclei familiari differenti. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’efficienza energetica. Gli edifici sono progettati secondo standard NZEB, Nearly Zero Energy Building, con consumi molto ridotti e un impatto ambientale contenuto.
Le facciate ventilate, realizzate in colori differenti come antracite, bianco e borgogna, hanno anche una funzione precisa: rendere ogni edificio riconoscibile e rompere la ripetitività che caratterizzava le vecchie Vele.
Piani terra aperti al quartiere
Una delle differenze più evidenti rispetto al passato riguarda anche il rapporto tra gli edifici e lo spazio pubblico. I piani terra delle nuove palazzine saranno destinati ad attività commerciali e comunitarie, con l’obiettivo di creare spazi più aperti e frequentati. L’idea è quella di evitare edifici chiusi e isolati, favorendo invece una maggiore presenza di servizi, attività e luoghi di incontro.
Anche il progetto del verde avrà un ruolo centrale. La progettazione paesaggistica è stata affidata allo studio Proap, che ha lavorato sul disegno complessivo degli spazi esterni.
Un progetto costruito insieme agli abitanti
ReStart Scampia nasce anche da un lungo confronto con il Comitato Vele, che negli anni ha rappresentato una parte importante della comunità locale nella battaglia per il diritto alla casa. Il comitato è stato coinvolto già nella fase progettuale e continua a seguire l’evoluzione dei lavori.
«Le Vele diventano così un simbolo di rinascita per l’intera città», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, sottolineando come il completamento dei primi alloggi rappresenti un passaggio concreto dopo anni di attesa. Dal Comitato Vele, Omero Benfenati ha parlato invece di un risultato arrivato dopo «tanti anni di lotta», ricordando come il percorso debba proseguire fino al completamento degli alloggi destinati alle 509 famiglie.
Un cantiere che coinvolge centinaia di lavoratori
Il progetto mobilita una filiera ampia di imprese e professionisti. Nel cantiere sono attualmente impegnate circa 100 unità lavorative, 25 ditte specializzate e 50 tra architetti e progettisti. Secondo quanto spiegato da Emanuele Di Palo, CEO di Piloda Building, l’intera macchina organizzativa arriva a coinvolgere circa 200 persone, con picchi fino a 300 unità e oltre 50 aziende.
È già in fase avanzata anche la progettazione degli altri edifici previsti.

