Ravello: alla scoperta di Villa Cimbrone e la sua “Terrazza dell’Infinito”

Sveva Di Palma

I doni naturali, architettonici e paesaggistici di Ravello non hanno limiti. Una rara gioia per i visitatori, offre ai turisti e agli autoctoni ville bellissime e di grande rilevanza storica: parliamo di Villa Rufolo ed in particolare, qui, di Villa Cimbrone e della sua mitica “Terrazza dell’ Infinito”.

 

Ravello è senza dubbio la perla più splendente della Costiera Amalfitana. Un’affermazione che può sembrare un azzardo, specialmente di fronte ad un bene nazionale come la costiera in cui ogni piccolo borgo è un gioiello. Eppure, la bellissima Ravello offre una ricchissima scelta di panorami naturali, artistici e culturali. Essendo, inoltre, un paese in altura, raggiungibile in macchina ma collegato al mare da viuzze strette e difficilmente percorribili. La sua particolarità è proprio l’essere tra la montagna ed il mare, una terrazza speciale che affaccia sul verde e sul blu. Villa Rufolo, di recente aperta nuovamente al pubblico, è una delle attrazioni più famose del mondo. Il turismo di Ravello prende a piene mani dalla fama internazionale di Villa Rufolo, antica e mistica.

 

Ma non dimentichiamo che l’offerta di Ravello ci propone anche la splendida Villa Cimbrone. Grande, luminosa, maestosa, Villa Cimbrone ci dona quel che più desideriamo: uno sguardo sull‘infinito.

 

Storia di Villa Cimbrone a Ravello, amata da intellettuali e viaggiatori 

 

L’infinito è forse ciò che l’essere umano cerca e desidera durante tutta l’esistenza. Qualcosa di intangibile, assaporabile solo in alcuni momenti, quelli di “ispirazione”. “Incomparabile […] che sorge tra le rose e gli oleandri su di un altopiano da dove lo sguardo spazia nel mare”, scrisse nel  1835 il viaggiatore tedesco Gregorovius descrivendo Villa Cimbrone a Ravello. L’ispirazione, la sete di infinito di Gregorovius appare alquanto lampante, la sua estasi palpabile.

 

Un luogo, Villa Cimbrone, in grado di far sognare gli animi di grandi cercatori ed intellettuali. Pasolini, filosofo supremo, non fu in grado di trattenersi dal comporre una poesia, dopo averla visitata. “… una selva di colonne, come dalle mie parti, gotiche; ma, davanti, è aperto, c’è il precipizio, il vuoto, il mare. Sperduta tra le colonne, un’antica sedia di legno, ecclesiastica, mi siedo, c’è tanta pace, che qui vorrei morire, finirla così dolcemente. […] Come Lawrence – che anche lui, avrebbe voluto morire qui, di troppa pace – non riesco a staccarmi da questo angolo di cielo : un luogo deputato all’estasi”, decanta lo scrittore e regista bolognese.

 

Le prime notizie attendibili su Villa Cimbrone risalgono alla sua epoca d’oro, ovvero intorno al XI secolo. Il suo nome deriva dal costone roccioso su cui si erge, parte di un antico e vasto podere verde, chiamato Cimbronium . I primi proprietari di Villa Cimbrone furono i nobili Acconciajoco e poi dalla metà del 1300 appartenne alla potente e facoltosa famiglia dei Fusco. Bisogna tuttavia ringraziare l’impegno della famiglia Vuilleumier, ed in particolare la fantasia e la visione d’insieme di Marco Vuilleumier, se oggi la villa preserva gli antichi fasti. La sua lussureggiante bellezza di giardino botanico splende assieme ai beni architettonici ed artistici, rendendola un luogo unico.

 

I Giardini della Villa, il Belvedere e la “Terrazza dell’Infinito”

 

Il vero luogo mistico, il famoso infinito, risiede nella bellezza dei giardini di Villa Cimbrone. I meravigliosi fiori, il design, sono il frutto particolare della mente di una botanica inglese. Agli inizi del’900, infatti, per un re-styling dei giardini, venne ingaggiata la famosa Vita Sackville West. Ad oggi, essi sono ancora tra gli esempi di cultura paesaggistica e botanica anglosassone più fulgidi del sud d’Europa.

 

Il fiore all’occhiello di questa magnifica costruzione nobiliare, abbellita da fiori, statue, piante esotiche è la famosa “Terrazza dell’Infinito“. Un affaccio incredibile che prende il suo nome dal raggiungimento, appunto, di questa utopia. Cielo e mare, dall’affaccio sul Tirreno, si abbracciano profondamente fino a fondersi. I cromatismi di aria e acqua si nutrono l’uno dell’altro fino a diventare lo stesso azzurro, blu, verde. L’infinito è la congiunzione tra gli elementi, la loro confusione.

La Terrazza dell’Infinito è talmente famosa e apprezzata nel mondo da essere il luogo prescelto da star e vip da ogni parte del mondo per matrimoni, cerimonie ed eventi. Per apprezzare la verità di questo panorama, l’ampiezza del suo respiro, bisogna esserci. Esserci con corpo e mente, cuore e spirito, apprezzando la pace e la bellezza assoluta di questo luogo da sogno.

 

Photo credits by robertatorresan.it



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