Raoul Bova vuole denunciare il Napoli: ha usato gli audio rubati in un video con De Bruyne
L’attore contro Ryanair e SSC Napoli per l’uso improprio dei suoi vocali privati.
Raoul Bova è pronto a intraprendere un’azione legale contro due realtà molto diverse ma, in questa circostanza, accomunate da un’accusa simile: aver usato senza autorizzazione e in modo lesivo un suo messaggio vocale privato. Secondo quanto riportato da la Repubblica, l’attore avrebbe già avviato le procedure per intentare una doppia causa civile: una contro Ryanair Italia, l’altra contro la SSC Napoli.
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Tutto nasce dalla diffusione non autorizzata di alcuni messaggi vocali privati, divulgati da Fabrizio Corona, che Bova avrebbe inviato alla modella Martina Ceretti, oggi indagata per tentata estorsione. Quei messaggi, carichi di frasi affettuose e personali, sono finiti online, diventando virali. E da lì, sono stati ripresi con fini ironici e commerciali, danneggiando l’immagine dell’attore.
Il tweet ironico di Ryanair
Il primo episodio che ha fatto scattare la reazione di Raoul Bova riguarda un tweet pubblicato da Ryanair Italia sui propri profili social. Il messaggio, rivolto ai passeggeri, citava quasi testualmente una delle frasi più “virali” dell’ audio in questione, utilizzata con chiaro intento promozionale. La compagnia aerea intendeva cavalcare l’ironia del momento, ma l’attore – evidentemente – non è stato dello stesso avviso.
Il video del Napoli con la voce originale
Ancora più grave, però, secondo la versione fornita dal quotidiano romano, sarebbe il comportamento della SSC Napoli. Sul profilo ufficiale TikTok del club azzurro, è stato pubblicato un video con protagonista Kevin De Bruyne, in cui si sente chiaramente un estratto dell’audio originale con la voce dello stesso Raoul Bova.
Per Bova e i suoi legali, l’operazione non solo ha violato la privacy, ma ha anche esposto l’attore al pubblico ludibrio, amplificando una situazione già complicata e umanamente delicata.
L’azione legale in preparazione
L’accusa formale in arrivo riguarderbbe l’uso non autorizzato di materiale personale e la lesione dell’immagine pubblica. I legali dell’attore sarebbero al lavoro su una causa per danni, evidenziando come l’eco dei social network abbia contribuito a trasformare l’accaduto in un caso mediatico che ha avuto un impatto diretto sulla dignità del loro assistito.
Il contesto giudiziario
Parallelamente, prosegue l’inchiesta della Procura di Roma. La modella Martina Ceretti e il pr milanese Federico Monzino, indagati per la diffusione dei vocali e per tentata estorsione, sono già stati ascoltati dagli inquirenti. Ma restano ancora molte zone d’ombra su come e da chi i messaggi siano stati fatti trapelare.
Nel frattempo, la vicenda si sposta anche sul piano mediatico e sportivo, coinvolgendo brand e club di primo piano che, secondo l’accusa, avrebbero scavalcato i limiti della satira, trasformando un momento privato in un contenuto virale a proprio vantaggio.
Insomma, quest’episodio potrebbe diventare un caso giudiziario esemplare sull’uso improprio dei contenuti privati nel mondo dei social e della comunicazione virale.

