Pucchiacchella, una parola napoletana con una strana sorte!

Giusy Di Bonito
Pucchiacchella, una parola napoletana con una strana sorte!
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Il napoletano è una lingua affascinante a tal punto che è facile trovarsi di fronte a casi di polisemia come accade per la parola Pucchiacchella.

 

In realtà, il termine veniva utilizzato in origine per descrivere un’erba aromatica, la portulaca.

 

Si tratta di un’erba che cresce spontaneamente e viene raccolta, fin dall’antichità, per insaporire insalate e minestre. È stata per secoli la compagna ideale della rucola e oggi continua ad essere una costante nelle insalate miste.

 

Si tratta di un’erba molto diffusa. In Europa è generalmente chiamata “fratesca“, o “erba dei frati“, questo perché i frati quando passavano per l’elemosina la regalavano alle varie famiglie cui facevano visita. In Sicilia è usata nell’insalata di ferragosto la purciddana, mentre a Roma la chiamano porcacchia e viene usata nella mesticanza, insieme di verdure domestiche.

Si presenta come una pianta erbacea alta non più di 15/20 centimetri da terra ed ha foglie leggermente rigonfie tanto da sembrare quasi una pianta grassa.

 

La portulaca cresce poco alta, rasa al suolo, ed ha molte proprietà benefiche. Nell’antichità e nella medicina popolare è stata largamente impiegata per il trattamento della diarrea e del vomito. Molto usato è infatti il suo infuso, ottimo per lenire i bruciori causati da punture di insetti, per l’acne e anche per l’eczema; basta frizionare la parte più volte al giorno per avere un immediato sollievo. A questa erba vengono riconosciute anche proprietà diuretiche,e anche contro l’acidità di stomaco e gastriti.

 

Il botanico e farmacista Dioscoride Pedanio sosteneva, ai tempi dell’antica Grecia, che l’erba pucchiacchella fosse un ottimo decongestionante per gli occhi e anche un antidolorifico contro il mal di testa: un vero e proprio antinfiammatorio naturale.

Oggi le foglie di portulaca vengono utilizzate poiché contengono Omega 3. Essi aiutano a prevenire le patologie cardiovascolari, riducendo i livelli di colesterolo cattivo e di trigliceridi nel sangue.

 

Molto importante è anche la presenza di vitamina C, oltre che vitamina A e del gruppo B, che fanno della portulaca un rimedio naturale per prevenire e curare lo scorbuto,una malattia dovuta alla carenza di vitamina c, tanto che in passato venivano imbarcate sulle navi scorte sufficienti di portulaca per affrontare i mesi di navigazione. Oltre gli Omega 3 e le vitamine nella portulaca si trovano sali minerali quali ferro, potassio, magnesio, fosforo, zinco, selenio e calcio.

 

Il napoletano recente ha ripreso questa parola ampliandone il significato partendo, forse dalla caratteristica di questa erba di crescere rasa al suolo!



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