Primo Maggio a Napoli. Festa dei lavoratori e arrangiatori

Luigi De Magistris, il sindaco in persona, vede e prevede un’invasione di turisti a Napoli per il primo Maggio e prevede anche i prossimi numeri del lotto che sono 7, 18 … scusate questi non ve li dico.
In effetti, quella del sindaco, non è una previsione puntata sul caso, ma sul fatto che il 95% degli alberghi è prenotato e desidera che vi siano servizi migliori dedicati ai turisti, e non solo.
Ma come diceva Einstein su twitter “ci sono due modi di vivere la vita: uno è pensare che niente è un miracolo, l’altro è pensare che ogni cosa sia un miracolo”, probabilmente si riferiva ad un’apparizione dell’ R4 di mattina e in orario.
Ma io preferisco la frase di Bukowski che diceva “sono i tipi eccezionali che fanno girare il mondo. Loro fanno i miracoli, mentre noi ce ne stiamo con il culo ad ammollo”. E allora forza autisti degli autobus! Forza ASIA (con l’accento sulla i, non il continente), fate sto miracolo e fate che, come vuole il sindaco, ci siano servizi migliori per questa invasione del 1 di Maggio.
Comunque teniamo alta la speranza e vediamo cosa possiamo fare per questo ponte del primo Maggio perché onestamente ce la meritiamo tutti una festa dei lavoratori, anche chi non ha un vero e proprio lavoro, o arranca quotidianamente per mettere da parte due euro, perché anche chi ha un posto di lavoro oggi non ha nessuna sicurezza e perché lavoriamo giorno per giorno anche se non necessariamente in un ufficio, fabbrica o altro.
Iniziamo subito con un’iniziativa con Neapolis of Love Festival a Castel Volturno, che durerà 24 ore dal 30 aprile al 1 maggio, quindi preparate le vostre redbull, un summer camp con tanta, tantissima musica elettronica dal vivo.
La mostra “la grande guerra” allestita in palazzo Zevallos Stigliano in via Toledo, che riguarderà opere pro e anti guerra, con la mostra dei vari manifesti dell’epoca con opere di Mauzan, Cambellotti e Marcello Dudovich, padre del cartllonismo pubblicitario le cui opere sono rimaste famose ancora oggi.
Restando in tema museale, al Vulcano Buono ci saranno ben 40 opere originali di colui che rese interessante una lattina di cibo, il principale artefice della Pop Art, mister Andy Warhol.
La mostra è in piedi dal 18 aprile e durerà fino al 17 maggio.
Sempre per gli appassionati d’arte, vi ricordiamo che la mostra su Milo Manara, “le stanze del desiderio” saranno esposte al PAN, l’apertura è fino al 3 maggio.
Comunque chi non sapeste chi è Manara, e se pensate che il titolo della mostra si riferisca al desiderio di dolci e caramelle, magari informatevi prima sul tema della mostra, non credo che ai bambini o alla nonnina di 97 anni possano apprezzarla molto.
Ancora in ambito museale, al Madre, per festeggiare i suoi dieci anni d’apertura, è stata allestita la mostra di Daniel Buren che grazie a enormi forme geometriche ha costruito un vero e proprio parcogiochi gigante, che ci permetterà a tutti di tornare bambini, quasi fisicamente, ed infatti il nome della mostra è “Come un gioco da bambini”.
Cambiando tema e andando sul verde, all’Orto Botanico fino al 3 maggio, l’iniziativa “pianta, il giardino e non solo” metterà in mostra piante rare o uniche da poter ammirare, e ovviamente l’intero posto che è spettacolare. Il biglietto è gratuito quindi non avete scuse.
Vi ricordiamo inoltre l’apertura straordinaria di Pompei ed Ercolano.
Se invece avete voglia di stare su una spiaggia abbiamo quello che fa per voi: il mercatino hipster sulla spiaggia di Bacoli, Panorama Beach, che esporrà le opere degli artisti napoletani emergenti con un Djset e prodotti vintage.
Fino alle 15.00 l’entrata e gratuita mentre dalle 15.00 in poi costerà 7.50 euro.
Non dimenticatevi che intanto c’è ancora il Comicon alla Mostra d’Oltremare!
Infine come sempre vi consigliamo anche una semplice passeggiata sul lungo mare, magari con un bel gelato, e chi vi ammazza più.
Gli eventi del primo maggio sono davvero tantissimi ma noi ci fermiamo qui perché adesso avete delle scelte da fare.
Auguriamo a TUTTI voi un bellissimo primo maggio, che lavoriate o meno, con la speranza che… noi, speriamo che ce la caviamo.



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