Presentati i risultati delle indagini nei fondali di Castel dell’Ovo

Valentina Cosentino
Presentati i risultati delle indagini nei fondali di Castel dell’Ovo
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Saranno presentati al Maschio Angioino di Napoli i risultati del progetto di ricerca “SeaReN – Alla scoperta del mare di Partenope”  che hanno permesso di stabilire che Castel dell’Ovo non sorgeva su un isolotto collegato alla terraferma da riempimenti artificiale ma piuttosto su una penisola naturale che ospitava già in età greca un porto sicuro.

 

Nelle acque antistanti il castello sono state individuate due aree di interesse: una a ponente del Castello, l’altra a ridosso della scogliera di via Partenope. In particolare sono stati individuati i resti di di una strada, sulla quale si vedono le impronte del passaggio di carri, e quattro gallerie scavate in una cresta tufacea, due delle quali collegate.

L’interdisciplinarità è alla base della ricerca che coinvolge anche geologia, geografia, filologia e naturalmente archeologia.

 

I resti individuati possono essere datati tra la metà del VII secolo a.C. alla metà del VI secolo a.C., collegate all’antica colonia di Palepolis/Parthenope che si affacciava sul mare da Pizzofalcone.

 

Le scoperte permettono di ipotizzare una nuova fonte di turismo, un’attrattiva per la realizzazione di campi scuola, e percorsi di visita subacquei.

 

Gli scavi sono condotti dalla Libera Università IULM di Milano – Dipartimento Studi Umanistici in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Napoli per la parte di ricerca scientifica e dall’Associazione Live to Love per l’aspetto sociale.

 



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