Positano: la bellezza nascosta di una villa romana e dei suoi mirabili affreschi

Valentina Cosentino
Positano: la bellezza nascosta di una villa romana e dei suoi mirabili affreschi
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Positano, si sa, è una delle perle della costiera amalfitana, meta privilegiata del turismo internazionale, famosa per le sue vie i suoi negozietti, gli scorci di panorama incantato. Ma c’è di più. Potrebbe presto essere aperto al pubblico un vero e proprio tesoro nascosto, sepolto sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, proprio nei pressi della spiaggia, a dieci metri di profondità.

 

Si tratta di un ambiente perfettamente conservato di una villa romana databile nella seconda età del I sec. a.C.
La stanza, un triclinio per precisione, un sala da pranzo in sostanza, è completamente affrescata con mirabili pitture attribuibili a quello che viene definito il IV stile pompeiano. Pitture policrome, in giallo, rosso, elegante blu ed oro che rappresentano architetture fantastiche, figurine in volo ed elementi decorativi vegetali. Un ciclo di affreschi di raffinata qualità rimasti sepolti anch’essi dalla cenere e dal fango dell’eruzione del 79 d.c. e poi dimenticati per la costruzione della chiesa soprastante.

 

L’esistenza della Villa era nota già ai Borbone, ma gli scavi sono stati condotti solo in tempi recenti nel corso dei due campagne di scavo (2004-06 e 2015-16) ed ha permesso di recuperare l’ambiente perfettamente conservato, dal pavimento fino all’attacco della parete con il soffitto per un altezza complessiva di 4,85 metri. Una delle pareti, divelta dalla colata di fango aveva schiacciato la cassaforte della villa, di cui si è recuperata l’impronta nel fango e al suo interno è stato recuperato il corredo per la tavola della villa: brocche, tazze e vasi in bronzo.

 

Il triclino sotto la chiesa di Santa Maria Assunta è stato messo in sicurezza e reso visitabile grazie all’allestimento di un percorso sotterraneo con passerelle in acciaio e vetro, impianto di illuminazione dedicato ed un sistema di aspirazione delle polveri e di mantenimento dell’umidità relativa al di sopra del 90 per cento.

 

Il percorso si snoda nei sotterranei della Chiesa dove sono anche visibili i 65 sedili funebri utilizzati come scolatoio.

 

La villa doveva estendersi per una vasta area tra la collina e la spiaggia, ma ad oggi solo questo ambiente è stato completamente recuperato e reso fruibile, in progetto ci sarebbe lo scavo ed il recupero di un altro ambiente individuato in via Rampa Teglia.

 

Per l’apertura si attende ora solo l’accordo tra il comune e la soprintendenza per la sua gestione.

 

Fonte e foto: Repubblica.it (foto roberto salomone – foto diego guarino)

 



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