Porto, avanti con i cantieri: ora la sfida America’s Cup 2027
Il decreto sport mette al sicuro il porto di Napoli e spiana la strada alla 38ª edizione della competizione velica più prestigiosa al mondo
Il porto di Napoli è salvo e i lavori del Pnrr possono andare avanti senza ostacoli: la strada verso la 38ª edizione dell’America’s Cup, che nel 2027 vedrà il Golfo come scenario mondiale della vela, è ormai tracciata. Dopo settimane di tensioni, il decreto sport ha blindato l’utilizzo delle aree di dragaggio, scongiurando l’ipotesi di conferire al porto le sabbie inquinate di Bagnoli. Una decisione che non solo tutela le infrastrutture strategiche, ma consente di proseguire con i preparativi di un evento che porterà Napoli al centro della scena internazionale.
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America’s Cup a Napoli: un evento che vale una rinascita
L’annuncio della scelta di Napoli come sede è arrivato a fine maggio, in occasione della presentazione del Team New Zealand a Castel dell’Ovo, campione in carica della manifestazione. Da subito, il Governo, con la premier Giorgia Meloni e il ministro dello Sport Andrea Abodi, ha sostenuto con decisione il progetto, forte anche del supporto di sponsor di calibro globale come Gianluigi Aponte e il gruppo MSC. L’obiettivo è trasformare il Golfo in un’arena spettacolare, con campo di regata tra Capo Posillipo e Castel dell’Ovo, rilanciando nel mondo l’immagine unica di Napoli.
La partita del dragaggio: rischio scongiurato
Il nodo cruciale è stato quello del dragaggio: inizialmente era stata avanzata la proposta di trasferire circa 100 mila metri cubi di sabbia contaminata da Bagnoli alle casse di colmata di Napoli Est. Una soluzione che avrebbe bloccato i dragaggi necessari al porto per adeguarsi ai nuovi pescaggi e avrebbe compromesso i cantieri finanziati dal Pnrr. La reazione del mondo portuale, guidata dal commissario Andrea Annunziata, e sostenuta da sindacati, categorie e parlamentari del centrodestra, ha portato al ritiro di quegli emendamenti. A blindare la decisione è intervenuto lo stesso ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha assicurato che i fanghi saranno trattati come rifiuto e non più depositati nel porto di Napoli.
Le risorse e i lavori
Il decreto legge n. 96, convertito in legge il 4 agosto 2025, ha definito i poteri speciali e messo nero su bianco la macchina organizzativa. La cabina di regia ha già varato un piano da 172 milioni di euro per Bagnoli, di cui 77 milioni destinati allo smantellamento delle strutture dopo l’evento. Nel frattempo, il protocollo d’intesa firmato con Team New Zealand e gli altri competitors ha aperto ufficialmente la strada al bando di partecipazione (quota d’iscrizione fissata a 75 milioni di euro). Da settembre partiranno le procedure ambientali e in pochi mesi l’area di Bagnoli dovrà essere trasformata per ospitare hangar, strutture operative e oltre 300 imbarcazioni tra yacht e mezzi di supporto.
L’America’s Cup 2027 a Napoli non è più soltanto un sogno: è un progetto concreto, blindato dalla legge e sostenuto da istituzioni, imprese e cittadini. La sfida è enorme: in meno di due anni il Golfo dovrà presentarsi al mondo con un volto rinnovato, in grado di accogliere atleti, sponsor e visitatori da ogni parte del pianeta. Ma con il porto salvo e i cantieri del Pnrr in marcia, la città ha davanti un’occasione storica per riscrivere il proprio futuro.

