Porta Capuana verso la rinascita: un progetto d’arricchimento e riqualificazione per la zona
Porta Capuana rinasce con la messa in campo dei privati: entra in azione la Fondazione Made in Cloister.
Porta Capuana è uno di luoghi più complessi della città di Napoli, un punto di incontro tra culture come i “ghetti” creati dalla popolazione straniera, principalmente composta da migranti, e il grande turismo di lusso rappresentato dall’Hotel Caracciolo. I lavori terminati nel maggio 2023 hanno riportato questo luogo di storia e cultura alla città, ma si tratta ugualmente di uno spazio complesso, incapace di abbracciare appieno se stesso.
Ma la ricchezza e la bellezza di Porta Capuana merita di essere apprezzata nella sua totalità, potendo esprimere il suo massimo potenziale. Entrano dunque in azione le organizzazioni private come la Fondazione Made in Cloister di Davide De Blasio, che prenderà in gestione lo spazio.
Porta Capuana torna al suo splendore, il programma della Fondazione Made in Cloister
Davide De Blasio racconta a Il Mattino il suo programma per Porta Capuana, che sarà – si spera – gestita con la stessa cura e ricercatezza delle altre iniziative Made in Cloister.
«Nei giorni scorsi è stata firmata la convenzione tra il Comune e la Fondazione Made in Cloister per l’affidamento di piazza Enrico De Nicola – spiega De Blasio – tra la nostra sede, la chiesa di Santa Caterina e l’ingresso del Lanificio. Completati i lavori Unesco, è nata la necessità di gestire lo spazio per mantenerne la pulizia e il decoro. Abbiamo aderito con grande piacere all’operazione, perché l’affidamento di spazi pubblici a privati serve a non perdere l’essenza della riqualificazione del patrimonio successiva agli interventi. È una soluzione importante, che a Napoli si sta diffondendo sempre di più». In cosa consiste l’affidamento? Lo stesso De Blasio spiega il suo programma.
«La convenzione prevede che la Fondazione si faccia carico di una serie di servizi – prosegue De Blasio – Per esempio, la pulizia. Poi dell’obiettivo di evitare che la piazza, liberata dai lavori, diventi un parcheggio a cielo aperto, vista la carenza di posti auto in zona. Questo secondo aspetto, in particolare, farà parte di un lavoro di sensibilizzazione che porteremo avanti sulla comunità e con i residenti, per evitare che si ritorni all’abbrutimento della zona» sono le parole di De Blasio.
«La sfida è proprio questa – prosegue – Cioè quella di lavorare, a medio termine, sulla comunità e sui residenti per fare in modo che passi il seguente concetto: la bellezza della piazza arricchisce la vita di tutti». Ecco perché coinvolgere gli abitanti presenti nella cura del passato, attraverso una cooperativa, potrebbe sciogliere un nodo cruciale. «Nel concreto, per la pulizia, realizzeremo una cooperativa in cui saranno coinvolti i residenti della zona. Ci occuperemo anche di organizzare iniziative culturali. Speriamo nel supporto dei vigili urbani. Siamo noi ad aver firmato la convenzione, ma coinvolgeremo naturalmente nella manutenzione le associazioni e gli attori del territorio, come la chiesa di Santa Caterina, con padre Carmine Amore, il Lanificio e il relativo condominio, probabilmente l’Hotel Caracciolo e l’associazione Est(ra)Moenia (coinvolta anche nell’affidamento di piazza Garibaldi ndr) che si occupa della riqualificazione della zona orientale di Napoli, con sguardo anche al centro storico, che da qui non è affatto distante».

