Parole napoletane intraducibili in italiano [Parte seconda]: da Fracetumma a Babbasone

Dal momento che avete apprezzato molto il Vol. 1 delle parole napoletane intraducibili in italiano, ecco a voi la seconda parte.

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 13 Dic 2022
12207

Avete fatto i compiti a casa? Avete ripetuto le prime 7 parole napoletane intraducibili in italiano che vi abbiamo proposto nel Vol. 1?

Bravi, ora proseguiamo questa rubrica con altre 7 parole napoletane che, sì, possono anche essere tradotte ma necessitano di una sequela di vocaboli molto lunga ed articolata. Parole, insomma, per cui l’italiano non possiede articoli sciuè sciuè, pronti all’uso.

'O Friddo 'ncuollo a Napoli: guida ai naviganti

1) Fracetumma

Sostantivo che deriva dall’oggettivo fraceto, ossia marcio, fradicio. Se per l’aggettivo possiamo ancora ancora abbonare all’italiano la tradizione letterale (ma solo in parte), il sostantivo che invece ne deriva, assume un significato nuovo. Fracetumma non può essere banalmente tradotto con marciume, ma assume bensì un significato diverso, rivolto all’indolenza, alla pigrizia, alla distruzione ed, in ambito burocratico, alla corruzione.

2) Appassuliato

La parola di per sé trasmette un senso di tepore, di stanchezza. Il corrispettivo italiano sarebbe quello di sfiorito, appassito, riferibile quindi ai fiori. Ma appassuliato significa molto di più. Tieni ll’uocchie appassuliati in napoletano si traduce come: hai gli occhi leggermente lucidi e semichiusi, provati dal sonno e dalla stanchezza, dallo sforzo fisico oppure da un’influenza.
È tipico, ad esempio, dei malati di febbre avere gli occhi ‘nu poco appassuliati.

3) Pappuliare

Il vocabolo trova notevoli sinonimi (sempre rigorosamente napoletani) pippiare, pipitiare. È un verbo specificamente riferito alla gastronomia culinaria partenopea, in particolare al ragù. È la lenta manifestazione del sottile bollore cui è sottoposto il ragù napoletano durante le sue numerose ore di cottura (dalle 4 per un ragù breve alle 8 per quello classico della domenica), ad un fuoco molto basso, attraverso il quale la carne rilascia i suoi sapori al pomodoro, che va lentamente restringendosi.

4) Sguallariato

Il termine volgare (ma geniale) che designa la sacca scrotale maschile (che prende anche il nome di paposcia, ma non tergiversiamo) prende la S iniziale e si trasforma in aggettivo, configurando un’accezione anche qui di qualcosa che si è un po’slabbrato, che ha ceduto la sua compattezza alle ingiurie del tempo e si è allargato, ma in modo lento. Non si è, dunque, solo allargato: si è proprio sguallariato.

5) Arruscato

Abbrustolito? Eh, insomma. Le patate arruscate non sono mica semplici patate arrosto. Queste formidabili e desideratissime pietanze mitologiche trovano il loro habitat naturale nella teglia di vetro da inserire in forno. Quando si cuociono le patate in questo modo, sia quelle che in superficie hanno raggiunto una temperatura più elevata ma sopratutto quelle che invece si sono leggermente incollate alla teglia, assorbendo tutto il calore dal vetro e trasformandosi così in vere e proprie perle da gustare, solo quelle sono degne di essere chiamate arruscate.
In questa sede non si vuol essere razzisti, ma si rende necessario specificare la superiorità morale della patata arruscata rispetto a tutte le altre della teglia.

6) Intalliarsi

“‘A vuo’ fernì e te ‘ntallià?”

La vuoi finire di perdere tempo? Ma intalliarsi non vuol dire banalmente solo questo. Uno che si intallea, solitamente nel momento di prepararsi per uscire o per fare qualcosa che richiede il suo impegno, è qualcuno che sta utilizzando questo tempo per atti inutili, spesso al fine di rimandare il momento dell’uscita, poiché pigro o indeciso sul da farsi e quindi si intallea facendo spazientire, spesso, le persone che lo attendono.

Dunque è un vocabolo che esprime di per sé solo la perdita di tempo, ma la stessa in funzione di qualcosa che, invece, lo richiederebbe fortemente.

7) Babbasone

‘Nu babbasone è una persona corpulenta e poco sveglia. Al limite del body shaming, questa è una considerazione universale sia sull’aspetto che sull’intelligenza e la scaltrezza della persona. È quel vostro amico che cammina lentamente, in maniera goffa, che spesso dice cose senza senso o senza pensare e che, tutto sommato, sembra sia sempre con la testa fra le nuvole e che, soprattutto, necessita di aiuto costante nello svolgimento delle operazioni che gli sono richieste.

Ecco a voi altre 7 parole napoletane intraducibili in italiano, il cui novero è praticamente sconfinato. Se desiderate altri numeri di questa rubrica, provvederemo a proporvela.

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2 risposte a “Parole napoletane intraducibili in italiano [Parte seconda]: da Fracetumma a Babbasone”

  1. franco virone ha detto:

    bellissima iniziativa vi seguo con interesse da genova

  2. Massimo Garritani ha detto:

    Effettivamente è una bellissima iniziativa che spiega e “tramanda” espressioni napoletane ad alcuni ignote. Vi seguo

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