Sabato 28 ottobre 2023 verrà inaugurato il ponte sul Vallone San Rocco: l’inaugurazione è molto importante, in quanto l’implementazione di questo passaggio metterà in collegamento il bosco di Capodimonte con il Parco delle Colline. La struttura unisce il bosco più amato della città quello della Reggia di Capodimonte, e il parco virtualmente sconosciuto, quello «delle Colline».
L’area occupata da questa enorme area verde porta da Capodimonte fino alla zona collinare dei Camaldoli, uno dei luoghi più “selvaggi” della città di Napoli.
Parco di Capodimonte, parte il collegamento con il meno conosciuto Parco delle Colline
Il ponte nasce da un’idea antica, mai realizzata: si tratta di una iniziativa che il professor Bonavita, emerito della Federico II e presidente di Hermitage Capodimonte, portato all’attenzione per la prima volta nel 1987. «Volevo che quest’opera avesse anche un valore per la città, che fosse utile e condivisa con tutti i napoletani», il professor Bonavita afferma, spiegando le origini di questo progetto.
L’opera ha avuto un costo totale di sette milioni di euro. A farsi carico dei costi è stato interamente l’ Hermitage, mentre Comune e Regione hanno contribuito esclusivamente con agevolazioni burocratiche, senza mettere soldi. «Mio genero dice che sono un visionario – racconta il professor Bonavita a Il Mattino – perché ho stabilito che l’istituto non deve distribuire utili ai soci ma reinvestirli. E in questo caso sono serviti a generare l’avventura di un ponte che ha congiunto i due parchi naturali e ha dato al tempo stesso un nuovo accesso pedonale e carrabile all’Istituto».
La parte del ponte disegnata dall’architetto Antonio Farina è stata concessa interamente all’Ente Parco delle Colline: «Sarà un luogo nel quale accogliere tutti i napoletani, a partire dalle scolaresche, per raccontare il Parco e spiegare cose significa la tutela del verde – parla Francesco Schioppa, responsabile tecnico dell’Ente – abbiamo seguito e sostenuto quest’iniziativa perché ha un grande valore anche simbolico: il verde della città, adesso, è unito anche fisicamente».

