Parco Archeologico di Pompei: la ricerca si sposta nei cunicoli

Valentina Cosentino

Gli scavi di Pompei non smettono mai di stupire.

Si apre un nuovo capitolo della ricerca scientifica nel sito vesuviano che tutto il mondo ci invidia. E’ stato infatti avviato un lavoro di indagine conoscitiva mai approfondito fino ad oggi. Grazie alla collaborazione con il gruppo di speleologi dell’Associazione Cocceius,con la quale il Parco Archeologico di Pompei ha stipulato nel 2018 una convenzione, è stato effettuato il monitoraggio di circa 457 m di cunicoli e dei canali di drenaggio delle acque dell’antica Pompei.

L’indagine fin qui effettuata ha permesso di esplorare il sistema di drenaggio  dell’area fra il Foro Civile e Porta Marina individuando le criticità e le azioni necessarie.

In particolare è stata identificata una rete di cunicoli e canali che si dirama da una coppia di cisterne al di sotto del Foro, corre sotto via Marina e termina nei pressi della Villa Imperiale. Il sistema permetteva di scaricare l’acqua piovana in eccesso nel condotto di Via Marina per essere drenata fuori dalla città antica, verso il mare.

E’ stato, inoltre, possibile indicare, sebbene in via preliminare, una cronologia delle strutture e del sistema nel suo insieme e si sono ipotizzate tre fasi principali di vita di questo esteso complesso sotterraneo; una prima fase di età Ellenistica (fine III – II sec. a.C.); la seconda di età tardo repubblicana (inizi/fine I sec. a.C.) e la terza fase, corrispondente all’ età Augustea ed imperiale (fine I sec. a.C. – 79 d.C.).

 

Così commenta l’importante operazione il Direttore Generale Massimo Osanna: “Il progetto di esplorazione dei cunicoli fa parte delle attività del Parco Archeologico di Pompei, finalizzate ad ampliare la conoscenza del sito, base imprescindibile di ogni intervento di monitoraggio e tutela dello stesso. Questa prima, ma completa esplorazione del complesso sistema di canali sotterranei conferma il potenziale conoscitivo che il sottosuolo di Pompei conserva, e dimostra quanto ancora ci sia da indagare e studiare. Inoltre, molte lacune del passato sulla conoscenza di alcuni aspetti o aree della città antica si stanno colmando, grazie alla collaborazione di esperti nei vari settori, che rendono l’acquisizione dei dati sempre più accurata, grazie a competenze specialistiche che in altre epoche di scavo o di studio mai erano state coinvolte.”



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