Parco Archeologico di Ercolano: individuati resti di neuroni in un cervello vetrificato

Valentina Cosentino

Era del gennaio scorso la notizia del rinvenimento di materia cerebrale vetrificata in un cranio conservato nel Parco Archeologico di Ercolano. Ora lo studio ha portato a nuovi eccezionali risultati.

 

I dati della ricerca condotta in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano dai ricercatori della Federico II, del CEINGE-Biotecnologie Avanzate, delle Università Roma Tre e la Statale di Milano e del CNR, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica  PLOS ONE

 

Coordinatore del team di ricerca è l’antropologo forense Pier Paolo Petrone ,responsabile del Laboratorio di Osteobiologia Umana e Antropologia Forense presso la sezione dipartimentale di Medicina Legale dell’Università di Napoli Federico II.

 

In particolare nel cervello vetrificato sono state individuate tracce di strutture neuronali di un sistema nervoso di una delle vittime dell’eruzione del 79 d.C.

Così dichiara il dott. Petrone:  “Il rinvenimento di tessuto cerebrale in resti umani antichi è un evento insolito, ma ciò che è estremamente raro è la preservazione integrale, nel nostro caso a una risoluzione senza precedenti”. “I risultati del nostro studio mostrano che il processo di vetrificazione indotto dall’eruzione, unico nel suo genere, ha “congelato” le strutture cellulari del sistema nervoso centrale di questa vittima, preservandole intatte fino ad oggi”.

 

Il lavoro ha visto coinvolte più specializzazioni che hanno potuto portare a definire con tanta precisione una così interessante scoperta.

Le indagini sulle vittime dell’eruzione proseguono in sintonia tra i vari ambiti della ricerca. “La fusione delle conoscenze dell’antropologo forense e del medico-legale stanno dando informazioni uniche, altrimenti non ottenibili”, afferma Massimo Niola, ordinario e direttore della U.O.C. di Medicina Legale presso la Federico II.

 

Conclude Francesco Sirano, Direttore del Parco Archeologico di Ercolano : “Gli straordinari risultati ottenuti dimostrano l’importanza degli studi multidisciplinari condotti dai ricercatori della Federico II e l’unicità di questo sito straordinario, ancora una volta alla ribalta internazionale con il suo patrimonio inestimabile di tesori e scoperte archeologiche“.

 

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu