Palazzo Venezia: un gioiello nascosto nel cuore di Napoli

Carmen Notaro

Il centro storico di Napoli è ricco di palazzi storici, edifici signorili che raccontano la storia di questa città. Scopriamo insieme quella di Palazzo Venezia

Ricco di vita, cultura, odori e sapori, il centro storico di Napoli è anche impreziosito da numerosi palazzi storici. Questi edifici signorili hanno vissuto la storia della città che li ospita, trasformandosi e adattandosi alla realtà circostante. Mutevoli e affascinanti, conservano il ricordo di tempi ormai andati per trasmettere ai posteri memoria di quello che un tempo fu. Per questo giro, andremo alla scoperta di Palazzo Venezia.

La storia

Situato lungo il Decumano Inferiore, in quel tratto di Spaccanapoli che porta il nome di Via Benedetto Croce, Palazzo Venezia è il simbolo delle relazioni diplomatiche, commerciali e politiche intercorse tra Napoli e Venezia. Il palazzo fu così chiamato perché era la dimora dei consoli veneziani in visita a Napoli. Probabilmente costruito nel 300 e appartenuto a Sanseverino di Matera, fu il re del Regno di Napoli Ladislao II d’Angiò Durazzo a donarlo alla Serenissima Repubblica di Venezia nel 1412. Palazzo Venezia visse il suo periodo di massimo splendore tra il XV ed il XVI secolo, prima di cadere in rovina. Numerose sono state le opere di ristrutturazione, come testimoniato dalle lapidi in latino che ancora oggi sono conservate nel palazzo. La prima avvenne nel 1610 per volere del Senato Veneto ad opera di Giuseppe Zeno. A questo restauro ne seguì poi un altro nel 1646 ad opera di Pietro Dolce, prima che il palazzo venisse abbandonato durante la peste nel 1656. In seguito al terremoto del 5 giugno 1688, il palazzo fu gravemente danneggiato e Antonio Maria Vincenti fu incaricato di ristrutturarlo. Nel 1756 Cesare Vignola ebbe l’incarico di ristrutturare il giardino pensile situato al primo piano nella parte retrostante dell’edificio. Nel 1797 con il Trattato di Campoformio, il palazzo viene ceduto all’Austria che lo vende nel 1816 al giurista Gaspare Capone. Sotto la proprietà della famiglia Capone, il palazzo subisce delle modifiche. Innanzitutto, viene dipinto lo stemma del marchesato sulla volta d’entrata, il giardino viene rimodernato e vengono costruite un’abside e una casina pompeiana. Attualmente il palazzo è di proprietà della famiglia Tixon, avendo Clotilde Capone sposato il Duca Leonardo Tixon.

 

La struttura

Al palazzo si accede attraverso un portale dallo stile semplice che si affaccia sul Decumano inferiore. Una volta entrati nell’atrio ci si trova di fronte ad un edificio ribassato, anticamente adibito a scuderie, al di sopra del quale si erge un terrazzino. Da questo punto rimane invece inaccessibile la vista del giardino pensile e della casina pompeiana. Sul lato sinistro si trova lo scalone monumentale che si sviluppa per tutta l’altezza dell’edificio. Al primo piano vi è l’appartamento storico dove vengono allestite mostre permanenti e temporanee. Dall’appartamento è possibile accedere al terrazzo che s’intravede dall’atrio dopo aver varcato la soglia del portale. Sul lato interno dell’appartamento si trova invece il giardino pensile. Si tratta di un’oasi di pace e tranquillità che si staglia nel tufo e che conta numerose specie vegetali tra frutti ed essenze profumate. Inizialmente le dimensioni del giardino erano molto più ampie. Un’ala del palazzo è stata però ceduta nel 1511 al principe Filomarino di Roccella per l’ampliamento dell’immobile adiacente, Palazzo Filomarino, appunto. Il giardino conserva però ancora tutto il fascino dei giardini napoletani settecenteschi e rappresenta la perfetta unione tra mondo vegetale e l’urbanizzazione che rappresenta la città umana: un paradiso verde circondato da tufo.

La casina pompeiana era stata costruita con lo scopo di ospitarvi dei concerti e ancora oggi conserva questa sua funzione. Nello spazio immediatamente antistante si erge invece una piccola abside conosciuta come “la grotta della Madonnina” su cui è riportata la seguente incisione in latino “Da molto tempo tu mi sei cara, o casa, ma da qundo un orticello si è aggiunto quanto più cara sei ora al tuo padrone ed io ora posso prender parte alla vita pubblica o non parteciparvi ed allo stesso tempo posso vivere in campagna e vivere in città”. Capone era particolarmente legato all’atmosfera di intimità e di tranquillità che trasmetteva la struttura del palazzo. Nonostante le numerose ristrutturazioni a causa delle quali sono andati perduti gli affreschi che impreziosivano le pareti degli interni, tutto l’ambiente è ancora ben conservato.

Palazzo Venezia oggi

La fortuna di Palazzo Venezia oggi è rappresentata dalla caparbietà di Gennaro Buccino e dalla sua volontà di riportare questo tesoro nascosto nel cuore di Napoli al suo antico splendore. Presidente dell’associazione culturale l’Incanto s.r.l., Buccino ha fatto di Palazzo Venezia la sede dell’associazione culturale Pa.Ve. Sono numerosi gli eventi e le iniziative culturali che questo fiore all’occhiello del centro storico di Napoli ospita, insieme alle attività didattiche che coinvolgono gli studenti napoletani. Tra questi bisogna particolare attenzione merita sicuramente il Corso di Lingua Napoletana. Lo scopo di Buccino è quello di rilanciare questo luogo e farlo uscire dal silenzio dal momento che fino a poco fa molti napoletano non sapevano della sua esistenza. Il luogo ideale per tutti coloro che vogliono fare un tuffo nel passato e respirare la magia di questo luogo così suggestivo che batte nel cuore del centro storico di Napoli.



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