Palazzo Pignatelli di Toritto e il giardino magico: cuore esoterico di Napoli

Annunziata Buggio
Palazzo Pignatelli di Toritto e il giardino magico: cuore esoterico di Napoli
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Palazzo Pignatelli di Toritto è la storica dimora rinascimentale che sorge in piazzetta Nilo; si narra che custodisca un giardino magico, cuore esoterico di Napoli.

 

Palazzo Pignatelli di Toritto è la nobile dimora rinascimentale risalente al 1499, appartenuta ad una delle più antiche e potenti famiglie nobiliari della città, i Pignatelli e precisamente al barone Cesare Pignatelli di Orta e di Toritto, Regio Consigliere del Re Ferdinando I di Napoli e luogotenente del Gran Camerlengo del Regno di Napoli, il quale sui resti dell’antico seggio napoletano a cui era iscritto, Sedile di Nilo, volle costruire la sua illustre dimora.

 

La costruzione del Palazzo Pignatelli di Toritto risale al 1499 e voluta in pieno stile rinascimentale, oggi visibili solo in parte nella facciata: dei pochi elementi si notano le finestre rettangolari incorniciate, le colonne lesene poste sull’ultimo ordine e lo stemma della famiglia che campeggia lungo la facciata. I successivi rimaneggiamenti del 1736 in stile barocco, seguiti dal rifacimento della vicina cappella di Santa Maria Assunta dei Pignatelli, causarono la copertura delle forme originarie rinascimentali del palazzo; il risultato è come oggi lo vediamo.
Ma ciò che è interessante di questo palazzo non è tanto la sua storicità ma il suo “giardino magico” in quanto il suolo su cui si erge questo piccolo cuore verde, è inglobato in un’area predisposta a degli eventi particolari, carichi di fenomeni paranormali, di leggende, di fatti e di personaggi misteriosi. È come entrare nel luogo sacro di Neapolis.

 

 

Oggi si sa’ che quest’area è considerata lo scrigno energetico della Napoli esoterica, il suo “cuore esoterico” pregnante di forze arcaiche derivanti da antichi rituali misterici che vi si svolgevano, praticati dalla comunità alessandrina nel Regio Nilensis, ovvero i mercanti egizi che qui avevano introdotto, il culto della Dea Iside. Non è un caso il ritrovamento e la collocazione della Statua del dio Nilo o Corpo di Napoli, risalente al periodo greco-romano e che ricordasse la patria natia dei coloni egizi.

 

L’area che delimita lo scrigno energetico, il famoso “triangolo magico” di matrice esoterica, è formata da tre luoghi cardini: piazzetta Nilo con la statua del Corpo di Napoli, i sotterranei di Palazzo di Sangro di Sansevero e il meno noto giardino-magico di Palazzo Pignatelli Toritto. Tre epoche storiche diverse ma unite da un solo elemento.

 

Cosa hanno in comune questi tre luoghi? L’energia del sottosuolo che scorre incessante da oltre duemila anni, reminiscenze dei culti iniziatici in onore della Dea Iside (con la presenza di un tempio) di rituali, misteri e sacrifici e che molto probabilmente si svolgevano di fianco alla Statua del Nilo, proprio nel luogo in cui oggi ammiriamo il giardino del Palazzo Pignatelli di Toritto.
E’ questo il luogo che molti studiosi e ricercatori hanno incentrato le loro ricerche, chiamato il giardino-magico: si narra che in passato, la rete dei cunicoli compresa nei tre luoghi esoterici, a lungo esplorata soprattutto nel Settecento, fosse meta di riunioni segrete e che il giardino del palazzo fosse impiegato per officiare sedute spiritiche, in seguito soppresse. Oggi solo attraverso il permesso di associazioni o guide autorizzate è possibile visitare il piccolo giardino di Palazzo Pignatelli di Toritto.

 

 

Ma la sola energia derivante dai culti non basta a far vibrare il suolo, questa viene alimentata da una sorgente naturale che gli antichi conoscevano benissimo: l’elemento che suggella il tutto, fu la presenza di un piccolo corso d’acqua detto Il Taglina, l’elemento fondamentale per officiare i rituali misterici. La sua presenza fu quasi una benedizione per i grandi sacerdoti del tempio che si resero conto di come questo semplice e innocuo fiume, fosse un catalizzatore di energie e luogo di forze della città e perciò alle sue sponde convogliarono le sue acque nella “Sacra Vasca del Tempio di Iside”.

Secondo alcune fonti, la Sacra Vasca del Tempio di Iside probabilmente era ubicata sul lato sinistro di piazza San Domenico Maggiore, dove oggi vediamo i palazzi Corigliano e Sansevero, con l’ingresso del tempio che si apriva di fronte alla cappella Brancaccio.

 

A tale proposito, citiamo le parole di un grande esperto, il prof. Mario Buonoconto: “ La “Vasca Sacra” delle ambluzioni rituali era servita dalle acque del fiume Taglina, che ancora scorre sotto il “Tempio della Pietà”, voluto dagli Iniziati antenati di Raimondo sui resti della parte piú sacra del tempio isiaco. Si deve al principe l’offerta successiva di questo “Oro” nascosto agli sguardi ammirati di chi “poteva vedere”. La cappella, questo fondamentale “Libro di Pietra” della conoscenza, sorge quindi sul “luogo di forze” scelto dai primi sacerdoti alessandrini custodi della tradizione egizia di Neapolis”.

 

In passato i sacerdoti di Iside avevano intuito l’importanza che rivestiva questo luogo sacro e di come quest’area si prestasse in maniera naturale ai lori rituali, formando un triangolo magico tra piazzetta Nilo e Piazza San Domenico fra misteriosi cunicoli adatti alle loro cerimonie iniziatiche.
Secoli dopo sarà il Principe Raimondo di Sangro di Sansevero, massimo esponente dell’Illuminismo italiano e Gran Maestro della Massoneria napoletana a riproporre il Sacro Tempio di Iside nella bellissima Cappella Sansevero, velata di antiche conoscenze egizio-alessandrine.
Napoli riserva sempre delle grandi meraviglie sotto ai nostri occhi.

 

Fonti e bibliografie consultate

Trentaremi. Storie di Napoli magica di Vittorio del Tuffo. Editore Rogiosi, Collana Narratori Rogiosi, edizione 2015.

Mario Buonoconto. Napoli Esoterica: Un itinerario nei misteri napoletani. La Napoli Tascabile de IL MATTINO. Newton & Compton Editori.



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