Palazzo Marigliano: la meraviglia del Rinascimento a Napoli

Sveva Di Palma

I palazzi storici di Napoli sono tanti, ricchi di cultura, intrisi di atmosfere, racconti, stili. L’architettura racconta la storia di una città meglio dei libri, perché parla delle sue dominazioni, dell’insieme di culture che l’hanno abitata. Palazzo Marigliano è uno dei fulgidi esempi della meravigliosa architettura napoletana.

 

La meraviglia assoluta a cui è esposto il napoletano quando esce di casa a fare una semplice passeggiata è incredibile, rara. Un vero museo a cielo aperto, Napoli regala un susseguirsi di palazzi storici, ognuno pieno di significato. Palazzo Marigliano (detto anche Palazzo di Capua) , al pari del bellissimo Palazzo dello Spagnolo, racconta l’architettura napoletana con poesia. Attualmente è Sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. La sua storia è tuttavia molto lunga e antica, attaccata ad un Rinascimento profondamente napoletano, ad una tradizione antica e grandi stravolgimenti.

 

Palazzo Marigliano: architettura e storia

 

Palazzo Marigliano si erge in Via San Biagio dei librai e fu costruito tra il 1512 e il 1513 su commissione di Bartolomeo di Capua , principe di Riccia e conte di Altavilla. L’architetto Giovanni Donadio, detto il Mormando, fece ergere una perla rinascimentale. Ispirandosi a Leon Battista Alberti, rese famosa la bellissima facciata di Palazzo Marigliano. L’ingresso, contraddistinto da tre livelli architettonici, è un impressionante intarsio di scale, colonne, finestre. Il primo ordine, caratterizzato da aperture rettangolari, si collega con eleganza al secondo, definito da finestre ad arco a tutto sesto. Il terzo ordine, definito anche “piano nobile”, è contraddistinto da cinque finestre dalle cornici marmoree sui cui frontali la scritta “memini”.

 

La scritta, presente anche sul portale, spinge al rispetto della memoria, alla sua conservazione. Il soffitto mostra i resti di un affresco del pittore Francesco De Mura: osserviamo il Colonnello Raimondo di Sangro Principe di San Severo durante la battaglia di Velletri. L’opera risale al 1750 circa. Il nome “Marigliano” proviene dall’acquisizione da parte di Saverio Marigliano del Monte nel 1759. Lo stemma è perfettamente visibile sul portone d’ingresso: una volta entrati, siamo avvolti da una atmosfera misteriosa, intrisa di storia e storie. Sono poste, poco dopo il portone di ingresso, due lapidi. La prima rievoca la figura di Costanza di Chiaromonte, sposa in seconde nozze Andrea di Capua, che aveva dimorato nel palazzo nel XV secolo. La seconda, molto affascinante,  ricorda la “Congiura di Macchia”, che prende il nome da Gaetano Gambacorta principe di Macchia. Questa cospirazione, ordita nei sotterranei di Palazzo Marigliano, vide la nobiltà napoletana tentare invano di rovesciare il governo vicereale spagnolo.

 

Siamo, insomma, circondati dalla storia vera, vissuta, quella che ha scolpito il volto della Napoli contemporanea. Palazzo Marigliano è visitabile in determinate occasioni, mentre lo storico ingresso è aperto a tutti.



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