Palazzo dello Spagnolo, il capolavoro barocco amato dal cinema

Arte e Cultura
Articolo di , 18 Gen 2021

 

Napoli è una città ricca d’arte. E ciò la riguarda a 360°. Dal cibo, alla musica, ai monumenti, ai quadri, tutto parla d’arte. Anche l’architettura in tanti luoghi è davvero ammirevole. Molte edificazioni sono così belle e notevoli da divenire famose in tutto lo Stivale e anche altrove. E tra le abitazioni considerevoli c’è sicuramente il Palazzo dello Spagnolo.

Palazzo dello Spagnolo

Anche detto Palazzo dello Spagnuolo, il fabbricato è una tappa di un quantitativo davvero rilevante di turisti. Risulta infatti nella tabella di marcia di quasi tutti coloro i quali accorrono a visitare la città partenopea, inclusi gli abitanti stessi del napoletano, che almeno una volta nella vita vogliono avere il piacere di guardarlo da vicino.

La sua storia

L’edificazione è risalente al 1738, anno nel quale partì la costruzione. Fu voluta da Nicola Moscati, Marchese di Poppano, che decise di fondere due edifici, frutto della dote di sua moglie. Lo stabile originale prevedeva anche un giardino retrostante, andato però perduto. La nomea vuole il progetto attribuito all’architetto Ferdinando Sanfelice. Le decorazioni, invece, furono ideate dall’abilissimo Francesco Attanasio e realizzate in un secondo momento da Aniello Prezioso.

Il rifugio per gli animali di Carlo III

Il sovrano utilizzava molto spesso il Palazzo, all’epoca in suo possesso, per lasciarvi i cavalli e prendere al loro posto i buoi. Ciò per percorrere la strada verso Capodimonte, molto difficile da battere e più semplice per questi ultimi piuttosto che per gli equini. Carlo III si incamminava così verso la considerevole abitazione che aveva fatto edificare. E la proprietà in questione è oggi il Museo di Capodimonte.

Lo Spagnolo

Il nome col quale oggigiorno conosciamo il Palazzo è dovuto ad un suo proprietario. A fine secolo venne acquisito da Tommaso Atienza. Quest’ultimo era un appartenente alla classe nobiliare spagnola e veniva proprio chiamato lo Spagnolo. Egli si occupò dell’espansione della costruzione, alla quale aggiunse un livello, e alla decorazione del piano nobile, della quale non ci resta molto. Il luogo ne porta perciò ancora oggi il soprannome. I lavori costarono così tanto da indebitare il nobile, che cedette il Palazzo dello Spagnolo alla famiglia Costa.

La frammentazione

In seguito la proprietà venne divisa e il Palazzo divenne un condominio, composto da tante case private. Due appartamenti dell’ultimo piano sono stati acquisiti dalla Regione Campania, mentre al secondo e al terzo si trova un museo dedicato al grande Totò, non ancora aperto al pubblico.

L’architettura

Già dall’androne si comprende di trovarsi di fronte ad un capolavoro. Ci si trova dinanzi ad un meraviglioso lavoro di simmetrie che difficilmente passa inosservato. Ed i colori usati chiosano perfettamente l’opera. Si nota subito una meravigliosa e monumentale scala a doppia rampa detta ad ali di falco. Quest’ultima è così particolare per l’equilibrio tra precisione strutturale super articolata e dettagli mozzafiato. Gli stucchi in stile Rococò impreziosiscono la struttura, già molto ricca. Le porte di ingresso di ogni appartamento sono adornate con stucchi contenenti medaglioni rappresentanti i busti della famiglia che soleva abitare la proprietà. Per le peculiari caratteristiche Palazzo dello Spagnuolo rappresenta un capolavoro del barocco napoletano, probabilmente il più notevole.

L’interesse cinematografico

La bellezza del posto non è passata inosservata al grande e al piccolo schermo. Nel corso del tempo innumerevoli produzioni sono passate per il Palazzo, facendone uso per delle meravigliose riprese. Da Il Giudizio universale di Vittorio De Sica a Sense8 del servizio di streaming Netflix, sono decine e decine i prodotti audiovisivi in cui lo scalone è stato protagonista della scena.

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