Palazzo dell’ex Odeon a piazza Piedigrotta, un luogo di narrazioni
Siamo nel quartiere Chiaia, a due passi dalla metro di Mergellina e dal lungomare; qui una bellissima facciata (perlopiù) color mattone si staglia nell’azzurro del cielo. È il Palazzo Odeon, che è stato molte cose nelle sue vite precedenti e che adesso ospita una serie di appartamenti privati.
Costruito nel 1930 dall’architetto Giovanni De Fazio, Palazzo Odeon (o dell’ex Odeon) è un edificio monumentale che, nelle sue vite precedenti, è stato molte cose: un teatro (che vide esibirsi anche Totò), un cinema, una discoteca, una sala bingo, poi un supermercato.
Da palcoscenico di spettacoli di varietà passò quindi, nel 1980, ad essere una discoteca dal nome “Billy’s Ballo”, che però fu chiusa per il disappunto degli abitanti della zona e dell’edificio stesso. Il palazzo visse poi un lungo periodo di chiusura, per riaprire le sue porte e diventare una sala bingo prima e un supermercato poi (nel 2022).
Architettonicamente, il marmo rosso è intenso intorno alle “pseudocolonne” ioniche che formano un porticato come se fossimo in un tempio greco (di qui “odeon”). Si tratta di una corte d’onore che un tempo raccoglieva gli spettatori del teatro e del cinema in attesa che iniziasse lo spettacolo, o comunque chi aspettava di entrare a palazzo, qualsiasi veste appartenesse ad esso in quel periodo.
Con la ripresa di elementi antichi che deriva dall’eclettismo del XX secolo, la facciata dell’edificio monumentale – semplicemente – incanta. Qui ci sono balconi su mensole, un loggiato con colonne più piccole e, poi, le affascinanti cariatidi, sculture di donne che sorreggono (e nel frattempo decorano) la facciata policromatica e l’intero palazzo.
Palazzo Odeon è, in definitiva, una testimonianza di epoche passate e di un lungo percorso di trasformazione, un percorso che tutt’oggi continua in maniera imprevista. Se ci immergiamo all’interno di questa dimensione architettonica dall’anima camaleontica ed eclettica troviamo, infatti, una serie di appartamenti privati.
Tra di essi, una recente ristrutturazione riguarda il progetto che va sotto il nome di “Casa Piedigrotta”, un appartamento privato all’interno del Palazzo dell’ex Odeon che ha ripreso nuova vita rispettando, al contempo, le storiche pareti in cui è racchiuso, e aggiungendo quindi un proprio racconto moderno a un luogo già carico di narrazioni.
Costruire intimità tra memoria e design moderno
Oggi, all’interno del Palazzo Odeon, si trovano diversi appartamenti privati, uno dei quali è stato recentemente ristrutturato dai giovani architetti napoletani Fulvio Giannotti e Alberta Imer. Il progetto, chiamato “Casa Piedigrotta” (dal nome della piazza in cui sorge), è nato per dare nuova vita a un appartamento di 120 metri quadrati del Palazzo.
Elementi strutturali (come una grande vetrata tra cucina e zona living) recuperano – all’interno dell’ambiente – tutta la luce naturale, mentre due balconi – poi – si sporgono verso la città, completando il quadro di un progetto abitativo che, pur rispettando la necessità di delimitare spazi intimi e personali, dà luogo a una connessione fluida tra le stanze; un’interconnessione che, nel mondo di oggi, è ormai diventata essenziale.
Si tratta, dunque, di un ambiente domestico ripensato con accorgimenti da cui poter magari prendere ispirazione per l’arredamento e la creazione dei nostri spazi, da quelli più intimi a quelli condivisi. E si tratta – in definitiva – di un appartamento privato riprogettato nel rispetto dell’anima antica del Palazzo dell’ex Odeon in cui è inserito, un palazzo che non è stato solo molte cose, ma che continua ad essere un forte tratto urbano e culturale – oltre che dalla facciata incantevole – anche di grande significato.

Fotografia di Carlo Oriente

