Il Palazzo degli Spiriti a Marechiaro

Arte e Cultura
Articolo di , 24 Mar 2016

Il Palazzo o Villa degli Spiriti (o Villarosa) è l’antica struttura d’epoca romana del I secolo a.C. che è sopravvissuta al tempo e alle intemperie; diroccata sul lido è un luogo magico, misterioso e affascinante che sorge in uno dei posti più belli di Napoli, lungo la costa di Posillipo. In estate molti scugnizzi si divertono a fare i bagni e i tuffi beffando i fantasmi e la sacralità del luogo. 

Per chi non la conosce, la villa si presenta come una struttura all’apparenza moderna e fatiscente priva di fascino o interesse storico; per poi scoprire una realtà avvincente dove le sue pietre sagge e antiche si esprimono in greco e latino e danno vita a una meravigliosa storia legata al mondo marino e alle leggende di Neapolis.
E’ la memoria passata, di notevole pregio culturale che si erge sul mare e che incanta le notti dei pescatori e di chi l’ammira da lontano.

Dall’alba al tramonto è uno spettacolo continuo che non finisce mai di stupire, inserita nell’ area marina protetta archeologico e ambientale di Pausilypon che ha restituito a Napoli un’altro gioiello da valorizzare e promuovere dal 2009.

Il Palazzo degli Spiriti (da non confondere con la villa della Gaiola) resta l’unica traccia dell’antico Ninfeo fatto erigere dal liberto (ovvero schiavo ma economicamente agiato) Publio Vedio Pollione per la sua maestosa Villa (che si ammira dall’alto) il quale avendo servito in modo impeccabile l’Imperatore Augusto, decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella splendida cornice di «Pausilypon» letteralmente significa «tregua dal pericolo» o «sollievo dal dolore» (per la serenità che il panorama ispira) privilegiando l’area tra la Gaiola e la baia dei Trentaremi, dove godere di un panorama mozzafiato. A morte di Pollione la Villa sarà l’augusta dimora dell’imperatore romano.
Alla costruzione della Villa si riallaccia anche l’espansione di Neapolis verso i Campi Flegrei, un territorio dove mito e natura si fondono divinamente.

Oltre alla villa, Pollione fece erigere anche un Teatro di 2000 posti a sedere, un Odeon per gli spettacoli minori, il Ninfeo e un articolato complesso termale tipico romano (favorito dalla purezza delle nostre acque) e vasche per l’allevamento del pesce, un’attività molto ricercata tra l’aristocrazia romana . Oggi sono visibili i resti della villa e delle grotte marine, sopra e sotto la superficie marina che tal volta fuoriescono a causa del fenomeno del bradisismo.
Del suo proprietario, le cronache ce lo descrivono come un uomo di dubbia fama; a tramandarci alcuni aneddoti sono Seneca e Plinio che descrivono Pollione come un individuo spietato e crudele che osava dare in pasto alle murene dei propri allevamenti, i suoi schiavi quando questi mancavano di attenzione. E’ noto l’episodio del calice di cristallo che vide coinvolto l’Imperatore Augusto in difesa di uno schiavo, nella villa di Pollione e quest’ultimo, ricevere un solenne schiaffo morale. 

Spettri e leggende del Palazzo

Il Palazzo degli Spiriti fu scoperto per la prima volta nel 1840 dal regio ingegnere Guglielmo Bechi e segretario del Real Istituto, oggi, Accademia di Belle Arti di Napoli.
Prima quest’area era priva di interesse storico e anzi dal XV al XVII secolo era del tutto abbandonata; con la venuta di Winckelmann, il fascino per l’antichità acquista potere, cosicché tutti i nobili iniziarono ad interessarsi alla costa e alla classicità e a trasferire le loro dimore a Posillipo erigendo sontuose Ville con vista mare, pur di brandire dei reperti archeologici.

Chi erano questi fantasmi? La leggenda attribuisce alla Villa o Palazzo degli Spiriti una fama sinistra: fu chiamata «Domus praestigiarum» cioè «casa delle stregonerie».
Secondo la leggenda popolare, la villa è abitata da spiriti e fantasmi antichi e ne sono testimoni i vecchi pescatori e marinai di Marechiaro che hanno alimentato l’aurea spettrale nell’antico rudere del palazzo.

Secondo le loro testimonianze, proprio di notte si svolge un’attività particolare proprio attorno alla Villa e c’è chi riferisce di un dolce lamento provenire da una figura luminosa che suona la cetra. Accostandosi nelle vicinanze, i barcaioli giurano di aver udito invocare poesie da questa figura e che l’abbiano riportate nei versi latini, pur ignorando la lingua e i poemi.
Che si tratti dell’acclamato vate poeta Virgilio che tanto amò Napoli?

E’ noto che all’inizio del 1900 accanto all’isolotto della Gaiola era visibile un edificio romano, (semi sommerso) chiamato «La Scuola di Virgilio» dove durante il Medioevo, il poeta mantovano si stabilì per praticare le sue arti magiche e insegnando agli adepti. Si ritiene da secoli che questa punta di costa, fosse impregnata da energie occulte, scelto come luogo di forze per studi esoterici. Un’ altra leggenda metropolitana sostiene che lo specchio d’acqua della Gaiola sia maledetta a causa delle porzioni e filtri versati da Virgilio Mago, notte tempo.

L’altra leggenda “sfatata” vuole la presenza di figure spettrali evanescenti che appaiono nella notte. La cronaca locale invece ci riporta ad un episodio: tempo fa proprio nei ruderi del palazzo, un gruppo di falsari avevano impiantato una zecca clandestina per coniare monete false in oro e argento.Per nascondere il loro operato illegale e notturno, questi avevano escogitato un piano per far sì che la villa fosse infestata: avevano predisposto alcuni teli bianchi alle finestre, illuminati da torce bianche dal retro per simulare i bagliori e le evanescenze, sprigionando dei fumi per dare l’illusione spettrale. Un brivido che è durato poco.

Oggi non resta che il fascino intramontabile di un meraviglioso sito artistico e culturale visitabile e in parte sommerso che dà vita al parco archeologico e ambientale del Pausilypon, da vedere almeno una volta nella vita, che racchiude: la Grotta di Seiano, la maestosa Villa con Teatro e Odeion, il Palazzo degli Spiriti e il Parco sommerso della Gaiola.
Un’esperienza da estasi fra mito, mistero, natura e archeologia.

Una replica a “Il Palazzo degli Spiriti a Marechiaro”

  1. Maria Teresa Santoro ha detto:

    Affascinante e misteriosa come solo Napoli riesce ad esserlo

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