Overline Jam, storia del murale censurato: quando neanche l’arte può fare ironia

Eliana De Leo

Mala tempora currunt per la libertà di espressione a casa nostra. Dopo gli straordinari fatti dalla Digos e dai pompieri per eliminare gli striscioni dai balconi di, fino a prova contraria, liberi cittadini, oggi è giunto il momento di prendersela con i graffiti.

Graffiti, murales, street-art, writing… modalità d’espressione che, certo, genera controversie da quando esiste.

 

Se però ce la volessimo dire proprio tutta, in tempi in cui la Regione Campania festeggia il murale più alto del mondo, in cui esistono tour turistici per scovare il murale più nascosto e remoto di un determinato artista e si generano vere e proprie comunità di appassionati, ci si aspetterebbe che questo tipo di avversione nei confronti della libera espressione artistica su muro, fosse bella che passata.

A quanto pare, però, non è così. La libertà di espressione non è più di queste parti, per quanto, e per fortuna ancora esiste, questa sia sancita dalla nostra Costituzione, che all’art. 21 recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione

Leggiamo bene: “con la parola… – ok – lo scritto…- bene – e ogni altro mezzo di diffusione” ed è proprio qui che casca l’asino.

Si, perché c’è una vicenda che da qualche ora sta girando sui social di coloro che seguono, a vario titolo, la graffiti art.

 

 

Breve premessa:

Esiste un’associazione di ragazzi appassionati di hip-hop e street art, che da 13 anni porta avanti un’iniziativa divertente, colorata e che anno dopo anno ha coinvolto tutti, anche i più scettici, che grazie a quei tre giorni di luglio possono poi, per tutto l’anno, passeggiare in una zona verde della propria città guardando quegli strani disegni colorati. Alcuni probabilmente vengono capiti di più, altri meno, ma fatto sta che ci si gira attorno, li si osserva, ci si confronta, si parla. E già solo questo, oggi, è un grande valore.

La manifestazione è Overline Jam, si tiene a Baronissi, in provincia di Salerno e porta in Campania artisti, quest’anno 40, provenienti dall’Italia e dall’Europa, coinvolge i ragazzi in tornei di basket all’aria aperta, gare di break dance, di beat box e concerti all’aperto. Insomma, per 3 giorni il parco della Rinascita di Baronissi non è solo il luogo dove farsi la passeggiatina col cane ma è una fucina gratuita di ritmo, colori e creatività.

Accade, però, che quest’anno il tema della manifestazione sia la preistoria e l’evoluzione. Come tradizione vuole, ogni artista ha il proprio spazio d’espressione assegnato, il proprio pezzo di muro a disposizione, dove esprimersi come vuole, come ritiene, come preferisce. Libertà di espressione, quindi.

 

Finiscono i tre giorni di festa e qualcuno non gradisce un’opera.

Ora, penserete: “è normale è arte può piacere o meno, si può essere d’accordo col messaggio che lancia o meno” Insomma, parte un dibattito, no? Sano, normale, libero.

Se però, questo qualcuno si da il caso che sia il rettore uscente dell’Università di Salerno, candidato alle europee con la Lega Salvini premier, Aurelio Tommasetti, iniziano i problemi.

Tommasetti, infatti, esprime il suo dissenso sul contenuto del murale sui social prendendosela sostanzialmente col Sindaco: “Vi sembra normale che a Baronissi un sindaco piddino autorizzi un murales di questo tipo contro un Ministro della Repubblica?#èsemprecolpadisalvini

 

Al post sul murale incriminato risponde prontamente il Comune di Baronissi che, sul profilo social del Comune pubblica una dichiarazione del sindaco Gianfranco Valiante, rieletto proprio a giugno.

Leggo ora, da un post, di un murales – di cui non conoscevo l’esistenza – spuntato su una murata del Parco della Rinascita e realizzato da un writer non ufficialmente invitato dall’associazione organizzatrice di Overline, la manifestazione internazionale di street art che ospitiamo ogni anno a Baronissi. Riporta un’immagine offensiva del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ne ho disposto l’immediata rimozione. Pur rispettando il diritto alla satira e alla creatività, tale atteggiamento non rientra nello stile del sottoscritto né in quello dell’Amministrazione che mi onoro di guidare. Spero si plachino le strumentali polemiche politiche che nulla hanno a che fare con l’arte, con Overline e con la nostra amministrazione comunale, democratica e rispettosa delle istituzioni. Sulla stessa murata del disegno “incriminato”, un artista nostro concittadino ha realizzato un murales dedicato all’integrazione che vede disegnata un’immigrata ospite a Baronissi con il progetto Sprar. Preferiamo parlare di queste esperienze di integrazione e accoglienza. Chiedo scusa per l’inconveniente – lo farò anche con uno scritto privato – al Ministro Salvini, a cui però non manca certamente l’ironia“.

 

Se la cava con stile il sindaco Valiante ma, a fare le spese di questo compromesso social, sono i ragazzi di Overline, costretti, quindi, a coprire il murale incriminato. Ma scelgono di farlo con stile, con le parole con cui inizia questo articolo. Sui social, infatti, qualche ora dopo compare anche la loro di risposta che non ha bisogno di altre, ulteriori parole.

 

“L’associazione Overline, organizzatrice della rassegna internazionale Overline jam, innanzitutto precisa che nessun amministratore ha autorizzato la realizzazione del murales “49 milioni di anni fa”. Per cultura non siamo abituati a controllare preventivamente i bozzetti degli artisti che partecipano alla nostra jam perché riteniamo che ogni forma d’arte – e quindi anche la satira – debba essere espressa liberamente e non possa essere censurata. Non c’è nulla di offensivo, né di scandaloso, si chiama semplicemente satira e non condividiamo assolutamente la scelta del Comune di coprire l’opera.
Da un uomo delle istituzioni come l’ex rettore Aurelio Tommasetti ci saremmo aspettati più un plauso per quanto costruito in 13 anni da un gruppo di ragazzi piuttosto che una sterile polemica politica nella quale preferiamo non entrare. Condanniamo con forza, invece, i commenti razzisti che sono comparsi sotto il post dell’ex rettore e dai quali, speriamo, prenderà le distanze con la stessa convinzione.
Noi continueremo a lavorare per salvaguardare i sani valori che da 13 anni portiamo avanti e dai quali chi fa politica – o ha l’ambizione di farla -, dovrebbe imparare molto”
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