Operai napoletani sbancano sul mercato Usa

Paola Palmieri

A Caivano 54 operai di una azienda sull’orlo del fallimento si sono rimboccati le maniche, hanno presidiato per tre anni l’azienda per evitare la spoliazione dei macchinari, e poi investendo di tasca proprio il Tfr e tutti gli assegni della cassa integrazione hanno acquistato l’azienda a meno di un mese dalla sentenza di fallimento

 

Da operai ora sono soci della «Wbo Italcables Società cooperativa», che opera nel settore della lavorazione dell’acciaio con le «trefole» – le funi di acciaio per ponti – e il «Filo Cappa», utilizzato nei binari dell’Alta Velocità. Grazie alla produzione di altissima qualità, l’azienda di Caivano si è aggiudicata un bando internazionale sbaragliando la concorrenza tedesca, per la fornitura delle funi di acciaio che tengono sospeso a cento metri di altezza il «Bayonne Bridge», ponte sulla baia di New York, modificato nella sua struttura originale per far passare sotto i piloni le meganavi portacontainer.

 

Gli americani perplessi, si sono presentati a Caivano per rendersi conto di come una piccola azienda semisconosciuta avesse presentato un prodotto di eccelsa qualità meccanica a un prezzo quasi fuori mercato. Dopo qualche giorno trascorso nei capannoni del consorzio Asi di Caivano, sono andati via con un lusinghiero «wonderful». Le «trefole» di Caivano sono state anche impiegate per sollevare il relitto della Costa Concordia in quel capolavoro unico di ingegneria che è stato la rimozione del relitto.

 

Insomma dal concordato fallimentare, in sei anni, la Wbo Italcable Società Coperativa è passata a un fatturato che quest’anno sfiora i 20 milioni di euro. Un trend destinato a crescere anche per il prossimo anno: un risultato che dimostra che anche nel Sud esiste gente dalla schiena diritta, che tiene alla dignità del lavoro, che è capace di successi industriali frutto di tenacia, competenze e di volontà ferree. E tanti sacrifici. Mai sbandierati. E tante preoccupazioni. «Vogliamo continuare a crescere dice l’ingegnere Matteo Potenzieri, presidente della cooperativa anche se qualche preoccupazione sul prossimo futuro arriva dalla crisi dell’auto in Germania e dalla vicende dei dazi imposti da Trump sull’acciaio. Ma siamo preparati anche a questo».

 

Dopo tre anni di affitto in cui i soci hanno rilanciato l’impresa, gli operai di Caivano della Italcables dopo aver ultimato il pagamento del prezzo pattuito, sono diventati così proprietari dello stabilimento, con tanto di atto notarile datato 22 novembre 2018 che ha trasferito definitivamente la proprietà dell’aziendao alla cooperativa Wbo Italcables. Intanto una troupe della trasmissione Rai «Sulla via di Damasco» ha realizzato un servizio in giro per lo stabilimento per la realizzazione di un servizio che andrà in onda prossimamente.

 

Matteo Potenzieri sottolinea «Siamo contenti che i media raccontino la nostra storia, che ha avuto un risvolto positivo grazie anche a una rete di credito solidale, quella di Banca Etica e della Lega delle Cooperative, che ci ha consentito di acquistare la materia prima, acciaio molto costoso, per poter lavorare. Crediamo di aver tracciato un solco – sostiene Potenzieri – che può essere seguito da altre realtà in crisi, Whirlpool in testa. Al ministero del Lavoro ci sono ben 170 tavoli di crisi, Ilva compresa. Il 19 a Napoli nel corso di un convegno della Lega delle Cooperative, illustreremo il nostro percorso».

(Fonte il Mattino.it)


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