Onorificenze del Presidente della Repubblica a 3 napoletani

Maurizio Guariniello

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito 36 onorificenze a persone che si sono distinte per attività di volontariato, inclusione sociale, solidarietà, cooperazione internazionale. Nonché promozione del diritto alla salute, della cultura e legalità.

Tra i premiati, emergono 3 napoletani.

 

Tre protagonisti potremmo definire, ognuno afferente a sfere differenti del contributo alla comunità, eppur accomunati da un senso civico comune e dalla sensibilità a tematiche sociali.

 

Scopriamo insieme le storie e le identità di questi 3 concittadini:

  • Serena Piccolo, la più giovane, solo 18 anni per un riconoscimento di tale rilevanza. Serena è affetta da una patologia rara, l’aplasia midollare, in virtù della quale il suo midollo osseo non riesce a produrre un numero sufficiente di cellule del sangue. Da inizio 2020 si sono susseguiti senza soluzione di continuità appelli sui social network con l’obiettivo di intercettare un donatore compatibile di midollo osseo per effettuare il trapianto. Serena ha voluto nondimeno presentarsi in persona ed effettuare l’esame di maturità al liceo Vittorio Imbriani di Pomigliano d’Arco, ottenendo il massimo dei voti, 100/100. E finalmente nel mese di Agosto è stato intercettato il donatore, che ha permesso di effettuare con successo il trapianto di midollo osseo
  • Angela Baunne, madre della ragazza che morì in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale avvenuto col fidanzato alla guida contromano in tangenziale a Napoli. Baunne è ufficiale dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana, in virtù del suo attivo contributo alla sensibilizzazione dei giovani sui temi della sicurezza stradale. Lei medesima si reca presso gli istituti scolastici effettuando formazione su queste tematiche, e rispetto al suo impegno afferma che è una modalità funzionale che ha elaborato per dare un senso alla perdita della figlia
  • Ciro Corona, operatore attivo da sempre nel sociale e vicino alle problematiche del quartiere Scampia, e Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana. Ciro è attivamente coinvolto nella lotta alla criminalità organizzata, e gestisce il primo bene confiscato di Napoli, un fondo rustico grazie al quale si producono vino, marmellate, miele e birra seguendo i processi e le dinamiche dell’agricoltura sociale, utilizzando ad esempio come leva l’arruolamento di detenuti che entrano nel circuito produttivo attraverso un percorso individualizzato. Ha pubblicato un libro di denuncia delle difficoltà del quartiere Scampia, “(R)esistere a Scampia“, edito l’anno scorso, il cui prologo recita “Sono nato e cresciuto a Scampia e spero anche di morirci, di morte naturale e il più tardi possibile”.

Tre personalità che propugnano il bene comune e la resilienza, pertanto. E che noi tutti dovremmo prendere come esempio per il loro contributo prezioso nel tracciare e scrivere pagine di solidarietà e coesione per l’individuo ed il bene collettivo.



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