‘O topo se tene ‘o turco. Leggenda metropolitana?

Grande Napoli

Solitamente, le scritte e i graffiti che si trovano sui muri dei palazzi vengono cancellati in breve tempo, ma esisteva una scritta, in una strada non principale di Napoli, che suscitava sgomento e ilarità .

La frase (scritta forse con spray o con pennello) recitava così: “‘O topo se tène ‘o turco” (in Napoletano con “tenersi qualcuno” si intende portarsi a letto qualcuno o quantomeno tenere una persona sotto il proprio controllo totale).

Questa scritta era riportata in altre due zone di Napoli, sui muri di altri due palazzi. Quindi in tutto erano tre scritte uguali, in tre zone diverse della città , e la cosa bella è che era uguale anche il modo della scrittura.

Aprendo una cartina della città , i tre punti, uniti, formavano un perfetto triangolo, piuttosto esteso, che copriva una vasta area di Napoli.

All’interno dell’area interessata (l’area 51 di Napoli) moltissime persone avevano sentito parlare dei due personaggi, (Il Topo e Il Turco), e ricordavano perfettamente della considerazione di cui godevano i due personaggi.

I due loschi figuri erano vissuti ed avevano operato verso gli anni ’20-’30 ed erano conosciuti come “Santoni” in grado di operare nel campo della Magia Nera.

Molti anziani abitanti della zona nel triangolo ricordavano che diversi parenti di entrambi i santoni erano morti di morte violenta ma soprattutto strana, (esempio, moriva uno zio del Topo per soffocamento da acino di uva? Dopo poco moriva un parente del Turco per indigestione da singolo alimento… moriva una sorella del Topo per impiccagione nell’androne del palazzo? Dopo poco moriva il fratello del Turco per essere “caduto” su un’inferriata appuntita del proprio palazzo…e così via)

Entrambe le case dei due Santoni (Maghi? Stregoni?) sono attualmente due catapecchie abbandonate ma non abbattute, quella del Topo è effettivamente uno stranissimo luogo dove anche a mezzogiorno è possibile vedere decine di topi entrare e uscire indisturbati, mentre quella del Turco contiene, anche all’esterno, simboli dell’Oriente come mezzelune e altri simboli cabalistici.

Conclusione
Seppur sono esistiti ed hanno “combattuto” tra loro queste due persone, essendo ormai morti entrambi da un bel pò di tempo (intorno agli anni ’50). Chi caspita continua a scrivere e rinnovare le scritte nei tre punti della città  che delimitarono il loro campo di battaglia?

Tutto questo strana storia fu inviata verso il 1988 al “Giornale Dei Misteri” che inviò un redattore.
Dopo 6 mesi ci fu detto che Il Topo e Il Turco al 99% erano i “soprannomi” dei più potenti maghi di magia nera di cui si ha traccia a Napoli.

Ovviamente, pare che nella lotta tra i due figuri… abbia vinto Il Topo.



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