‘O purpo s’adda cocere cu’ l’acqua soja, il significato del proverbio
Uno dei proverbi napoletani più amati ed usati. Il suo significato è diffuso quanto potente, è una vera legge naturale del tempo e della vita. Chi fa del male agli altri, a lungo andare lo farà inevitabilmente a se stesso. Conosciamo più a fondo il significato.
I proverbi napoletani sono antichi come la vita e immortali come il mondo. Immensi come il mare e il cielo, universali come i quattro elementi. Non falliscono mai, sono intramontabili e colgono sempre il punto del discorso. Hanno numerose funzioni, tra cui una in particolare: quella profetica! Sì, i proverbi napoletani sono visionari, riescono ad intravedere il futuro e ad individuare con invidiabile dovizia ogni risvolto di ogni vicenda umana. Sono, del resto, il patrimonio orale secolare dell’antica saggezza popolare. Basti pensare che li hanno inventati e protratti nel tempo delle persone che hanno vissuto prima degli altri e che, sicuramente, ne sapevano più di coloro più giovani che adesso si stanno affacciando alle prime problematiche della vita! Hanno assistito con largo anticipo ad alcune spiacevoli ed incresciose vicende e, di conseguenza, ne hanno già conosciuto i risvolti ed il finale. Il finale, in termini di spoiler, è sempre il seguente… ‘O purpo se coce ‘int all’acqua soja!
Il significato del proverbio napoletano
Il proverbio napoletano ‘o purpo se coce ‘int all’acqua soja significa letteralmente che il polpo finisce per cuocersi nella sua stessa acqua, senza l’intervento di nessuna mano esterna.
La metafora serve per fare capire che, a lungo andare, le persone false, cattive e scorrette finiscono per smascherarsi e rovinarsi da sole. Con le medesime mani con le quali hanno ferito gli altri, termineranno per distruggere loro stessi. In virtù di tale legge naturale della vita, è sconsigliato escogitare crudeli ed articolate vendette per vendicarsi di amici scorretti, datori di lavoro eccessivamente austeri e pretenziosi, colleghi competitivi in termini scorretti, professori scoraggianti e distruttivi, partner traditori e ingrati, familiari invidiosi e attaccabrighe e così via. Risulta sbagliato e controproducente farlo perché, semplicemente, è inutile. Basta allontanarsi e osservare da lontano la loro lenta distruzione.
Il tempo a lungo andare ristabilirà i conti e darà ragione a chi davvero ce l’ha e non a chi si comporta da gradasso per averla.
Riderà bene chi riderà per ultimo. Il proprio sorriso e la propria serenità sono più importanti di qualsiasi vendetta. La vita farà tutto e ognuno avrà ciò che si merita e non esiste soddisfazione più grande di andare avanti, superare il dolore e realizzarsi mentre determinate persone non si evolveranno mai mentalmente e resteranno vittime delle loro medesime trappole mentali. Quando il polpo finalmente si cuocerà nella sua acqua non bisognerà provare goduria o soddisfazione ma soltanto indifferenza e pena, perché l’autodistruzione è sempre triste.

