‘O chiagnazzaro: il significato di un termine sbeffeggiativo
'O chiagnazzaro: il significato di un termine sbeffeggiativo appartenente alla lingua napoletana.
La lingua napoletana rappresenta infatti l’emblema dello spirito della città e dei suoi abitanti. È il figlio perfetto nato da un DNA che è visibile in ogni suo minimo aspetto.
Al suo interno è presente un numero mastodontico di lemmi, che si distanziano l’uno dall’altro enormemente o per sottilissime sfumature di colore e di significato. Ogni elemento della vita quotidiana trova, nella lingua napoletana, uno o molti vocaboli pronti a servirlo, pronti a esprimere appieno e con precisione certosina non soltanto il significato sotteso, ma anche l’attitude con la quale lo si vuole esprimere.
Chi è il Chiagnazzaro a Napoli?
Chiagnazzaro è un termine la cui traduzione superficiale equivale a lamentoso.
La radice del lemma è da ricercare nel termine chiagnere, ovvero nel verbo napoletano traducibile con piangere. Al verbo in questione è aggiunto un doppio suffisso. Ci si riferisce a “azzo” e “aro” = “azzaro”. Tale doppio suffisso ha un fine chiaramente e tipicamente sbeffeggiativo, con intento peggiorativo del termine e intensivo del significato.
Un chiagnazzaro perciò non è semplicemente qualcuno che si lamenta di un evento a lui sfavorevole. Ma è, soprattutto, un individuo dall’indole lagnosa, abituato a piangersi addosso perennemente, col fine palese e ridondante di ottenere un ritorno programmato in precedenza.

