Nymphè, i gioielli che raccontano la storia: tesori dell’antichità da indossare
Dall’amore per l’antico al design contemporaneo: la visione dell’archeologa napoletana che trasforma la ricerca scientifica in arte da indossare.
Nel cuore di Napoli, a due passi dal mare, esiste un “salotto archeologico”. In via Melisurgo, l’archeologia smette di essere unicamente materia di studio per diventare esperienza quotidiana, viva, preziosa e… indossabile. Qui, sorge l’atelier di Nymphè Archeologia e Gioielli, il primo marchio di gioielli culturali ispirati all’antichità, disegnati da un’archeologa e pensati per raccontare — attraverso forme e materiali — le storie dimenticate del Mediterraneo.
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Dietro questo progetto innovativo c’è Nunzia Laura Saldalamacchia, archeologa, artista e imprenditrice napoletana, che ha saputo coniugare anni di studi, scavi e ricerche con una profonda passione per l’arte orafa. Esperta di ornamenti femminili dell’VIII-VI secolo a.C., Saldalamacchia ha conseguito un dottorato in preistoria e protostoria all’Università di Innsbruck e ha partecipato a numerose missioni internazionali, collaborando con istituzioni come l’Università Federico II, l’Accademia delle Scienze austriaca e l’Università del Massachusetts.
Ma è stato proprio il desiderio di rendere accessibile a tutti la bellezza della ricerca archeologica — troppo spesso relegata ai soli addetti ai lavori — a spingerla a fondare, nel 2017, Nymphè. Un nome evocativo, che richiama le ninfe della mitologia e il mondo naturale, ma anche la grazia, la femminilità e l’eleganza dell’antico.

Gioielli che parlano (e fanno parlare)
Ogni creazione di Nymphè è una piccola opera d’arte che racconta. Racconta di civiltà scomparse, di divinità dimenticate, di riti, simboli e gesti che hanno attraversato millenni. Dietro ogni pezzo, c’è uno studio accurato e un riferimento diretto a un reperto reale: fibule, pendenti, diademi, decorazioni votive reinterpretate in chiave contemporanea, ma senza perdere l’anima originaria. La produzione è affidata a orafi esperti, con cui l’archeologa ha lavorato fianco a fianco fin dagli anni universitari, apprendendo i segreti della lavorazione artigianale presso i laboratori di maestri come Paolo Costabile e Mario Triunfo.
Accanto a ogni gioiello, c’è sempre un testo scientifico scritto dall’autore della ricerca che ne ha ispirato la forma. Chi lo indossa, così, diventa un narratore spontaneo: un ambasciatore della storia che, con un semplice gesto, può innescare una catena di cultura attiva.

Un salotto archeologico nel cuore di Napoli
Nel 2023, Nymphè ha aperto il suo primo atelier nel centro di Napoli, in collaborazione con l’Archeoclub della città. Un vero e proprio salotto archeologico, pensato per ospitare incontri, eventi, laboratori e momenti di divulgazione.
La qualità della proposta ha trovato eco anche nel mondo accademico e museale: oggi le collezioni Nymphè sono in vendita nei bookshop di prestigiose istituzioni culturali, come il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e il Parco Archeologico di Ercolano.
Archeologia accessibile, consapevole, affascinante
L’idea alla base di Nymphè è tanto semplice quanto potente: fare divulgazione attraverso la bellezza. Una tesi di laurea può diventare un pendente. Un articolo scientifico, magari, un paio di orecchini. Un frammento di anfora, una spilla. La meraviglia dell’antico — spesso ignota al grande pubblico — può essere riscoperta, condivisa, valorizzata.
Come sottolinea la stessa Nunzia Laura Saldalamacchia, “la scienza e l’arte possono compenetrarsi per dare forma alla conoscenza e renderla accessibile a tutti, contribuendo allo sviluppo della coscienza storica”. E i suoi gioielli ne sono la prova tangibile: piccoli scrigni di sapere da portare con sé, che uniscono eleganza, artigianato e rigore scientifico.
Per chi vuole scoprire le collezioni, o richiedere un gioiello personalizzato ispirato a un tema archeologico, è possibile visitare il sito ufficiale: Nymphe.it
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