Nuovi capolavori di Giacomo Leopardi arrivano a Napoli

Valentina Cosentino
Nuovi capolavori di Giacomo Leopardi arrivano a Napoli
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Il Ministero dei Beni Culturali ha acquisito per il patrimonio dello Stato Italiano un prestigioso corpus di scritti di Giuseppe Ungaretti  e tra epistole di Giacomo leopardi indirizzate all’amico Francesco Puccinotti, storico della medicina a Macerata.

Nell’ambito della conservazione e valorizzazione del cospicuo materiale leopardiano, le tre epistole andranno alla Biblioteca Nazionale di Napoli, già depositaria dell’80% degli scritti del poeta morto proprio a Napoli.

In queste lettere Leopardi scrive  all’amico  con il quale era solito scambiare commenti e suggestioni filosofiche. Tre lettere scritte rispettivamente: da Bologna il 14 aprile 1826, da Recanati il 23 aprile 1827  e l’ultima da Firenze il 16 agosto 1827  parlano di letteratura filosofia e raccomandazioni a sfondo filosofico. L’ultima da Firenze in particolare è un accorato sfogo del poeta deluso e dolorante nell’anima e nel corpo e che già vede come unica soluzione ai suoi mali la morte.

 

Il patrimonio di scritti, sia quelli di Ungaretti che le tre lettere di Leopardi sarebbero andate all’asta di Minerva – Finarte, ma il MIBACT è riuscito ad acquisirle con trattativa riservata grazie all’impegno della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali diretta dalla dott.ssa Paola Passarelli.
Le due acquisizioni, considerate di raro pregio e quindi sottoposte a vincolo – come prevede il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio all’art.10, c. 4, lettera c. –  sono avvenute alla cifra di 125.000 euro per il blocco Ungaretti e 100.000 euro per le epistole di Leopardi.

 

Il corpus di Ungaretti sarà affidato invece alla Biblioteca Centrale di Roma.



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