“Nun sfruculià a mazzarella ‘e San Giuseppe”. Origine e significato del detto napoletano

Giovanni Di Francia

 

Infastidire, tediare qualcuno disturbandolo con continuità. E’ questo il significato in italiano del termine “sfruculià”, locuzione che si richiama ad un più ampio detto napoletano: “nun sfruculià a mazzarella ‘e San Giuseppe“.

 

La leggenda narra, infatti, che tale locuzione nasca sulle labbra di un servitore veneto posto a guardia di un bastone ligneo ceduto ad un certo Nicola Grimaldi, il quale gli disse che tale bastone fosse quello su cui San Giuseppe si sostenne per accompagnare la Madonna a partorire nella grotta di Betlemme. Si favoleggiava che tale strumento fosse efficace per scacciare il Maligno dal corpo dei fedeli impossessati; per tal ragione il Grimaldi, per evitare che i fedeli ne strappassero un pezzettino, custodì il bastone in una nicchia ricavata nel suo palazzo , situata alla Riviera di Chiaia, e vi pose a guardia il suo servitore veneto con il compito di rammentare agli eventuali visitatori di non sottrarre dei pezzetti (o frecule) dal bastone, ovvero di non sfregolarla o, in dialetto, sfuculià.

 

La locuzione “nun sfruculià a mazzarella ‘e San Giuseppe” potrebbe essere italianizzata in “non mettere alla prova la pazienza altrui“, facendo riferimento alla classica iconografia cristiana del santo in questione, tratteggiato sempre come un uomo pacato e gentile, ed ovviamente avente un bastone di legno sul quale era solito reggersi.

 

Come si intende dunque il verbo è un denominale che partendo dal sostantivo latino “frecula”, ovvero “pezzettino”, è divenuto “sfruculià”, passando attraverso una parola del latino volgare “friculiare”, significante l’atto dello sfregare in maniera dolce ma insistente l’oggetto dello sfregamento. Da qui, molto probabilmente, la parola “sfregio”, nonché un segno che deturpa i normali connotati di un oggetto.

 

Attualmente il bastone di San Giuseppe è custodito nella chiesa di San Giuseppe dei Nudi, situata sulla collina di San Potito.

 



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