Niq Bar – L’angolo miscelazione del De Bonart Naples
Al quinto piano del De Bonart Naples, The Niq Bar racconta la miscelazione contemporanea attraverso cocktail d’autore, signature ispirati a Napoli e pairing con la cucina dell’executive chef Umberto Zimbaldi.
Importante fiore all’occhiello di una hotellerie di lusso in una moderna accezione – ca va sans dire, che sia sinonimo di convivialità e accoglienza – è il cocktail bar, essendo quella della miscelazione un settore in continuo divenire, spesso prescelto dalla clientela in pairing con il cibo. Lo splendido e panoramico The Niq Bar – ubicato al quinto piano dell’albergo De Bonart Naples Curio Collection by Hilton – non deroga a tale regola, con una proposta stratificata, nel solco di una sobria eleganza stilistica.
La competenza e sinergia dei due bar-tender Amedeo Saide e Innocenzo Crispino è palpabile, ci affidiamo al primo per un breve percorso, accompagnato dai finger food dell’executive chef Umberto Zimbaldi, con, alle spalle, una mirabile esperienza nel settore del catering di lusso.
Diploma alberghiero con specializzazione in hospitality management – e capo barman Aibes, una delle più importanti sigle di settore, nonché socio A.I.S., – Saide si fa promotore di uno stile immediatamente riconoscibile, alternando ai classici cocktail i propri signature, sotto l’egida di una continua ricerca creativa volta al contrappunto gustativo fra i singoli ingredienti.
Tra le sue creazioni più significative – paradigmatiche anche di una relazione “narrativa e dialogica” con il capoluogo partenopeo – il “Civico 133, a base di Tequila Blanco, succo di limone, crema di Cassis e acqua tonica”, omaggio alla sua città Natale, ma anche “One More” a base di vodka, fiori di sambuco e vino rosso, un connubio delicato e armonico fra delicatezza e carattere.
Oltre a questi, abbiamo assaggiato l’Amaricano, ottenuto con bitter rosso, bitter all’amarena e ginger Ale, le peschiole con patate artigianali fungono da prodromo ai successivi assaggi.
Sovvengono le versioni “tapas” dei piatti dello chef Zimbaldi, polpo con patate, gambero in pasta filo e burger di salmone, Saide propone la struttura del cocktail “London Calling – gin, oro edibile 18 carati, succo di limone e bitter all’arancia”, un’acidità spiccata seguita da complesse nuance vegetali.
Si termina con i due dessert “limone e liquirizia” e tiramisù, la mia personale predilezione va al primo, per eleganza di impiattamento e bilanciamento di gusto: nessun timore per Saide, che colloca in pairing uno dei cocktail del momento, il diuturno “Old Fashioned”, seguito da un Calvados Pays D’Auge Boulard, dopo essersi opportunamente trasferiti nel rooftop soprastante.

