Nicola Jossa: la terribile storia del tre di bastoni delle carte napoletane

La storia di una figura misteriosa della cultura napoletana: il temibile Nicola Jossa.

Arte e Cultura
Articolo di , 13 Dic 2021
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Le carte napoletane sono tra le più diffuse in Italia. Solitamente, tutto il Mezzogiorno italiano tende ad intrattenersi con la struttura partenopea, molto simile anche ai mazzi siciliani. Nel corso dei secoli, numerose storie si sono tramandate in merito al forte simbolismo delle carte e delle icastiche figure rappresentate su di esse; rimaste invariate negli echi di intere generazioni. L’immaginario ricorda alcune delle figure delle carte napoletane con estrema facilità. Tra queste, spicca sicuramente il Gatto Mammone, chiamato così per i suoi enormi baffi, raffigurato sul tre di bastoni. Quella del tre di bastoni, però, è una storia molto più intricata ed affascinante che si riconduce ad un uomo chiamato Nicola Jossa. Di seguito, ne scopriremo tutti i particolari.

Chi era Nicola Jossa, il volto del tre di bastoni

Beffardo, crudele e dallo sguardo sanguinario, Nicola Jossa è un personaggio particolarmente misterioso della cultura napoletana. La sua figura è raccontata in maniera frammentaria dalle innumerevoli testimonianze dei letterati suoi contemporanei giunte ai nostri giorni. C’è chi lo dipinge come un temibile camorrista e chi, invece, come un cane sciolto che agiva in autonomia per salvaguardare i suoi interessi, tiranneggiare sulle autorità ed elargire copiosi doni alla plebe. Nel 1862, Nicola Jossa fu promosso a commissario di pubblica sicurezza a Napoli dal questore Carlo Aveta.

Al tempo, Don Nicola girava con un bastone, divenuto un oggetto particolarmente simbolico agli occhi dei napoletani per la facilità con cui Jossa soleva brandirlo. Sono diverse le storie sul conto del volto del tre di bastoni, Nicola Jossa. Leggenda vuole che, dopo uno scontro con una guardia, l’uomo si fosse recato in questura per percuoterlo e, a lavoro compiuto, sarebbe stato salutato con giubilo dai colleghi del malcapitato. Insomma, quella di Nicola Jossa era una figura amata e temuta, entrata immediatamente a far parte del folklore partenopeo. Jossa era solito muoversi con altri due commissari, armati nello stesso modo, raffigurati nelle carte come i bastoni di destra e sinistra.

La lotta dell’uomo alla camorra

Negli anni più caldi, quando l’Italia andava verso l’Unità, figure come quella di Nicola Jossa si rivelarono essenziali nell’ardua missione di impedire alla Onorata Società di intralciare i piani dei filounitari. Don Nicola fu, dunque, incaricato di consegnare alla giustizia il vecchio capocamorra Salvatore De Crescenzo, con il quale non scorreva buon sangue già dalla vita precedente del commissario. Jossa incontrò l’uomo al Ponte della Maddalena, sfidandolo all’antico duello della zompata dal quale De Crescenzo uscì ferito al petto e nell’onore. Distrutto dall’umiliazione, l’uomo si consegnò alle autorità come prigioniero. La storia del volto del tre di bastoni, Nicola Jossa, continua ad incuriosire napoletani e non che, quando giocano a carte, hanno ancora modo di vedere il faccione beffardo di uno degli uomini più temibili nella storia di Napoli.

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