Nasce un ostello al centro storico a Napoli, ristrutturato complesso trecentesco

Paola Palmieri

L’ostello nato ristrutturazione di un complesso trecentesco

 

È nato un ostello nel cuore del centro storico di Napoli, nato dalla ristrutturazione di un complesso trecentesco, in Piazza Santa Maria La Nova. “Tric Trac”, una struttura ricettiva che offre camere multiple con servizi, doppie e familiari per un totale di 68 posti letto.

 

L’ostello si sviluppa su 5 piani, ci sono camere, camere familiari e camere collettive. Tutte con servizi a volte anche doppi. Inoltre c’è un terrazzo, un patio, una sala da pranzo e un soggiorno tutti dotati di aria condizionata. Insieme al pernottamento saranno forniti agli ospiti una serie di servizi aggiuntivi quali lavanderia a gettone, noleggio biciclette, guida turistica, biblioteca e cineteca, prenotazione di eventi e spettacoli.

 

Il presidente Antonio Coppola “Ci rivolgiamo alla generazione Erasmus, ma non ci poniamo limiti di età: uno dei nostri primi ospiti è stato un giapponese 70enne munito di bici”.  Un sogno che si avvera e che parte dall’amore per il territorio, per il turismo e per il sociale di 12 soci lavoratori della Cooperativa Caats, grazie all’intervento di Coopfond-il Fondo Mutualistico della Legacoop, di Banca Etica e di Cfi-Cooperazione Finanza e Impresa, investitore istituzionale  che promuove la nascita e lo sviluppo di imprese cooperative di lavoro e  sociali. Investiti oltre un milione e mezzo di euro. Cooperazione Finanza Impresa nasce nel 1986 per sostenere la nascita delle imprese rigenerate dai lavoratori (Workers Buyout), offrendo uno strumento innovativo di politica attiva del lavoro. Dal 2001 interviene nella promozione e sviluppo delle cooperative sociali.

 

La scelta della coop il cui socio più giovane ha 18 anni, mentre il presidente ne ha 67, è di essere un soggetto attivo del processo di trasformazione in primo luogo della città di Napoli, di napoletani tra napoletani, che intendono investire per trasformare la città. Alcuni dei soci sono architetti che hanno progettato l’ostello.

 

(Fonte la Repubblica.it)



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu