Nasce Maximall Pompeii, la città contro il mega centro commerciale

Grande Napoli
Nasce Maximall Pompeii, la città contro il mega centro commerciale
Vota questo articolo

Un parcheggio da 4.000 posti auto, 200 negozi, un albergo super lusso con 100 stanze. Ecco cosa sta accadendo

Un maxi centro commerciale non distante dagli scavi archeologici più famosi al mondo. Un investimento da 150 milioni di euro in una zona dove il commercio anche abusivo è uno dei problemi che si stanno affrontando per dare decoro e rilancio alla città.

Sono già avviati i lavori per l’avveniristico Maximall Pompeii, a 500 metri dalla cinta urbana. Il centro commerciale polifunzionale sarà realizzato da IrgenRE Group, una delle più importanti aziende italiane nel mercato dello Sviluppo e della Gestione Immobiliare per il settore commerciale. Purtroppo la nascita del grande centro commerciale che sorgerà a Torre Annunnziata non mette tutti d’accordo.

È molto arrabbiato  direttore del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna. “Ma insomma, discutiamo di come riqualificare il territorio all’interno del piano Unesco e ci ritroviamo un centro commerciale? Ho appreso del progetto dalla stampa, vorrei capire cosa è successo…Pompei non si può associare a un centro commerciale“.

Gli fa eco il sindaco della città di Pompei. “È una speculazione inaccettabile. Utilizzare il nome della nostra città è un falso storico, una pubblicità ingannevole – spiega Amitrano – il centro commerciale non sorge a Pompei e rischia, anzi, di mettere in ginocchio l’economia locale. Difenderò il brand fino alla fine”.

Come riportato da Repubblica Napoli, sindaco e direttore hanno avviato un’azione legale “in via cautelare e d’urgenza per bloccare lo sfruttamento del nome Pompei”. La struttura commerciale è stata presentata dieci giorni fa al Mapic, il salone internazionale dell’immobilaire di Cannes, dall’IrgenRe Group dei fratelli Negri, che hanno all’attivo i punti vendita Ikea e quasi tutti i centri commerciali della Campania.
“Sono preoccupato anche perché il complesso rischia di paralizzare le vie di accesso agli scavi – dice Osanna – il marchio Pompei può essere associato solo a operazioni culturali di grande livello. E poi quella scelta di usare il termine Pompeii con due “i” alla latina, come è nel nostro sito web, mi fa proprio arrabbiare”.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu