Napoli, progetto Paun: un drone marino per scoprire i segreti sommersi nel mare

L'innovazione al servizio della conoscenza, per scoprire il patrimonio storico-archeologico della città.

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Articolo di , 19 Mag 2021

Un drone innovativo dotato di scafo e capace di scandagliare il fondale del mare ricostruendo immagini tridimensionali con 3 telecamere.

Un progetto di grande innovazione che conferisce salienza all’archeologia ed all’universo della storia, andando a confluire in un territorio di competenza anche della geografia. Un’innovazione che ci consente di scoprire ancora, e per una volta in più, testimonianze del passato di una città, Napoli, dal passato importante.

Presentato alla seconda tappa del roadshow sul progetto Paun, Parco Archeologico Urbano di Napoli un drone marino che fungerà da supporto nella ricerca delle meraviglie sommerse del capoluogo campano. Una tecnologia innovativa nel contesto di un progetto presentato da Gerardo Pappone, docente di geologia marina all’Università Partenope, che ha collaborato col distretto ad alta tecnologia per i beni culturali, DataBenc.

Così si è espresso al riguardo Pappone: “Questo progetto si svilupperà nell’area antistante il porto di Napoli, tra Piazza Municipio, il Castel Nuovo e l’area marina che include l’isolotto di Megaride su cui sorge il Castel dell’Ovo. Proprio in queste aree che sono prospicienti agli scavi archeologici e che hanno consentito di individuare l’antico porto Romano risalente al II secolo d.C. Nell’ambito del progetto Paun svolgiamo ricerche multidisciplinari in mare, prevalentemente focalizzate sullo studio geologico e geomorfologico dell’area costiera”.

Ed indica che la finalità è “la rappresentazione integrata dell’area di parco e delle aree marino-costiere adiacenti Piazza Municipio. Tale attività sarà corredata da una mappatura di dettaglio dei beni archeologici, storico-monumentali e geo-ambientali“.

Sempre nel perimetro del progetto, la realizzazione di cartografie di ciò che è emerso o è sommerso tra Piazza Municipio e Castel dell’Ovo, visualizzando l’area interessata sia in 2d che 3d.

Sarà inoltre possibile categorizzare tutte le scoperte a mano a mano che emergono, andando a tracciare un’analisi storica della zona, ed elaborando un modello evolutivo che contempli il cambiamento avvenuto nel corso del tempo.

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