Napoli non sarà più patrimonio dell’umanità, forse.

Fabio Avallone
Napoli non sarà più patrimonio dell’umanità, forse.
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Monumenti che cadono a pezzi, denunce di cittadini ed associazioni contro l’incuria, assenza di decoro e malagestione. Queste sono alcune delle cause che potrebbero indurre l’Unesco a cancellare il centro storico di Napoli dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità.

La denuncia viene dalla presidente dell’osservatorio Unesco Napoli, Elenca Coccia, che è anche consigliera comunale e proprio davanti al Sindaco De Magistris ed agli altri consiglieri comunali ha lanciato l’appello per il rinnovo dei componenti dell’osservatorio.

Al centro della denuncia di Coccia c’è innanzitutto la scarsa collaborazioni tra enti. Regione, Comune e altri enti pubblici, a vario titolo responsabili di moltissimi monumenti, non dialogano tra loro ed a farne le spese è la città. Molti problemi vengono anche dai rapporti con la Curia, a sua volta proprietaria di moltissimi edifici storici.

Dalle pagine di Repubblica smorza le polemiche l’assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo, che mostra un certo ottimismo: «A gennaio abbiamo ricevuto l’anticipazione dei fondi dalla Regione, il Comune ha sottoscritto i contratti di due lotti di strade dei tre appaltati. A breve inizieranno i lavori. Si sta procedendo alla verifica di tutti i documenti presentati dalle imprese per poter procedere con ulteriori contratti».

Di sicuro per la città sarebbe uno smacco enorme perdere la tutela dell’Unesco. E’ evidente che bisogna fare di tutto per impedirlo



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