Napoli piange Mimmo Jodice: camera ardente al Maschio Angioino per il maestro della fotografia
Il grande fotografo si è spento a 91 anni nella sua città. Giovedì 30 ottobre l’ultimo saluto nel cuore di Napoli, nel luogo che aveva ospitato la sua ultima mostra “Napoli Metafisica”.
Napoli perde uno dei suoi più grandi artisti. Mimmo Jodice, maestro della fotografia contemporanea e tra le voci più autentiche del Novecento italiano, è morto a 91 anni nella sua città. Nel corso della sua carriera, Jodice ha saputo raccontare Napoli oltre i luoghi comuni, trasformandola in un universo sospeso tra luce e memoria, realtà e mito. Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e tutta l’Amministrazione comunale hanno espresso il loro profondo cordoglio per la scomparsa dell’artista: “Con la sua arte – si legge nella nota ufficiale – Jodice ha saputo raccontare Napoli al di là dei cliché, restituendone l’anima più autentica.”
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Camera ardente al Maschio Angioino, il luogo della sua ultima mostra
Per volontà del Sindaco e della famiglia, la camera ardente sarà allestita giovedì 30 ottobre, dalle 12 alle 16.30, presso il Maschio Angioino, luogo simbolico e profondamente legato alla storia dell’artista. Proprio nelle sale del Castel Nuovo, nella primavera del 2025, Jodice aveva presentato la sua ultima grande mostra, “Napoli Metafisica”, un viaggio poetico nella città sospesa tra il visibile e l’invisibile.
Un’eredità di luce, memoria e visione
Classe 1934, Jodice è stato tra i protagonisti assoluti della fotografia internazionale. Nelle sue opere, tempo, spazio e memoria si fondono in un racconto intimo e universale, dove Napoli diventa simbolo dell’umanità intera. Il suo bianco e nero – potente, essenziale, metafisico – ha raccontato la città senza folclore, ma con una profondità arcaica e contemporanea allo stesso tempo.
Il legame indissolubile con Napoli
Mimmo Jodice ha scelto di non abbandonare mai la sua città, restando fedele alle sue origini e al suo sguardo interiore. Napoli, per lui, non era solo un soggetto da immortalare, ma una presenza viva, un respiro costante dentro l’immagine. Con “Napoli Metafisica”, la sua ultima esposizione al Maschio Angioino, aveva consegnato al pubblico un testamento artistico e spirituale: una città sospesa, silenziosa, abitata solo da luce, ombre e tempo.
Ora, in quello stesso luogo, Napoli si prepara a dirgli addio. Ma il suo sguardo resta: un ponte eterno tra l’arte e la vita.

