Napoli: la proposta per accedere alle spiagge libere

Paola Palmieri

Probabile accesso alle spiagge con codice fiscale

 

C’è stato un primo confronto per quanto riguarda l’organizzazione delle spiagge cittadine e sulle norme da adottare per l’estate 2020 dove la Commissione comunale Qualità della vita, presieduta da Francesco Vernetti,  ha incontrato l’assessora alla Salute e al Mare Francesca Menna.

 

Il presidente Vernetti ha dichiarato “La problematica dell’apertura della stagione balneare  si collega quest’anno a quella del contingentamento e del controllo degli accessi in tutti i diversi punti di accesso della città al mare, da San Giovanni a Bagnoli. Si tratta di una situazione nuova e particolare, che tocca diversi aspetti e che coinvolge la responsabilità civile e penale del Comune di Napoli rispetto alla tutela della salute dei bagnanti. Diverse sono le proposte che potrebbero essere considerate: dall’accesso attraverso il codice fiscale, per evitare che vadano a mare sempre le stesse persone, al bando per i volontari di Protezione civile da utilizzare per i controlli e la gestione dei flussi, sempre prevedendo, però, la possibilità di fare riferimento alle Forze dell’Ordine in caso di problemi. A questo si aggiunge la necessità di ripristinare, per tutte le spiagge, lo stato dei luoghi dopo la stagione invernale“.

 

Mentre l’assessora Menna ha spiegato, nel corso la riunione della Commissione, che già tra dicembre e gennaio era stata avviata una discussione con l’Autorità portuale sulla della gestione degli arenili, interrotta a causa del dell’emergenza Coronavirus. Ora si lavora al rinnovo del protocollo d’intesa con l’Autorità per definire i ruoli e le rispettive competenze anche alla luce della nuova situazione. Il tema è stato poi ripreso allargando il confronto alla Soprintendenza ai Beni paesaggistici, per una riflessione sui materiali da utilizzare per il distanziamento sociale sulle spiagge. Per questo in collaborazione con l’assessorato all’Urbanistica si è ragionato sull’utilizzo di materiali leggeri, come pali e corde, anche se mancano ancora indicazioni precise sulle distanze da rispettare, e per questo si rimane nel campo delle semplici ipotesi.

 

Resta però il problema dei finanziamenti per attrezzare le spiagge, altra questione molto importante e che rimarrà ancora sospesa fino a che non arriveranno indicazioni certe da parte del ministero competente. Sul contingentamento degli accessi e sui controlli si potrebbe pensare di coinvolgere i lavoratori della Napoli Servizi, così da evitare la cassa integrazione, o anche i volontari di Protezione civile, come ipotizzato dal presidente, e ben vengano altre proposte che potranno poi essere vagliate insieme.

 

Secondo Sergio Colella (demA), il problema si porrà non tanto per zone come la Rotonda Diaz, munite di due ingressi e quindi facilmente gestibile, ma per luoghi come il Lido Sirena caratterizzati da un ingresso molto piccolo da cui accedono sia i bagnanti diretti alla spiaggia libera che al lido privato e all’esterno da un marciapiede stretto e da problemi di parcheggio.

 

Aniello Esposito (Partito Democratico) ha denunciato la mancanza di personale nel Servizio Tutela del Mare e la situazione di grave degrado e abbandono nella zona della passeggiata a mare di San Giovanni, un luogo non curato dove pieno di rifiuti e barche che i pescatori lasciano sulla strada, in una zona molto frequentata, soprattutto di sera.

 

(Fonte Napoli Today)



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