Napoli, il prof. di Ischia “eroe” del Covid è Cavaliere ma ancora precario: la lettera a Sergio Mattarella
Antonio Iacono è precario dopo lo sforzo eroico fatto durante la pandemia, scrive a Mattarella per sottolineare la sua situazione.
Il prof “eroe” del clou pandemico, quando la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sconvolgeva l’opinione pubblica, si fa sentire dopo quattro anni. Quattro anni in cui lui, l’uomo che aveva continuato a fare lezioni a distanza dal suo letto d’ospedale dove era ricoverato per una forma grave del virus, non è riuscito ad ottenere il posto fisso.
Vent’anni di lavoro precario, nonostante la vittoria del concorso per l’appunto ben vent’anni fa. Ambrogio Iacono, 52enne di Ischia, è un Cavaliere nominato da Sergio Mattarella in persona, ma si trova a dover preparare l’ennesimo concorso della sua vita per abbandonare il precariato. E allora scrive al Presidente, senza mezze misure.
Ambrogio Iacono e la lettera aperta a Sergio Mattarella: “Cavaliere e precario”
In una lettera aperta e fortemente critica diretta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Iacono sottolinea la gravità della situazione in Italia. “Caro Presidente, purtroppo sono ancora precario, ma la passione per quest’attività mi spinge a fare di tutto per cercare di entrare come effettivo e, in particolar modo, ho già superato con successo ben tre concorsi“, scrive. Poi continua, sottolineando: “Come può il valore di un titolo come il Cavalierato al Merito della Presidenza della Repubblica non essere riconosciuto come elemento discriminante in ambito lavorativo?“. “Il paradosso – leggiamo – è che in un paese di pace come l’Italia vengano riconosciute come premianti le sole medaglie al valore. E l’impegno civico? E l’impegno sanitario? E l’impegno familiare?“.
“Credo che anche gli atti di eroismo civile vadano riconosciuti come distintivi, anche ai fini di un concorso pubblico. E spero che il 2024 sia un anno ancora ricco di italiani che abbiano voglia e coraggio di distinguersi nell’altruismo, nel lavoro svolto ogni giorno e nella generosità nei confronti del prossimo“. – conclude.

