Napoli: i ristoratori chiedono di poter ripartire con il delivery

Valentina Cosentino

Si sono mobilitati in blocco i principali ristoratori di Napoli contro l’ordinanza della Regione che blocca le consegne a domicilio di cibi preparati. Si pronunciano a favore di una riapertura di ristoranti, pizzerie, pub per la sola consegna a domicilio non solo gli esercenti, ma lo stesso Sindaco Luigi de Magistris che vede nella cauta e prudente ripresa delle attività di delivery un modo per fronteggiare la grave crisi economica del settore.

 

Ed è così che ieri in una sorta di flash mob virtuale ristoratori del calibro di Gino Sorbillo, Antica Pizzeria da Michele, 50 Kalò, Di Matteo, Pepe in grani (Caserta), Poppella, Casa Infante, Antica pizzeria Port’Alba, Carraturo, La Notizia, Mattozzi, Gorizia, solo per citarne alcuni hanno postato sui loro profili social #iovoglioriaprire.

 

Parla Gino Sorbillo che i suoi locali in altre città italiane come a Milano o Tokyo non hanno mai spento i forni e consegnano a domicilio tenendo conto di tutte le norme igieniche previste.

 

Sono oltre 150 gli operatori del settore che hanno sottoscritto un documento di Fipe Confcommercio che chiede con forza la riapertura.

 

L’attività di consegna, se fatta con tutti i criteri di sicurezza che del resto utilizzano le attività cui è consentito come supermercati, farmacie e forni, ridurerrebbe ulteriormente le persone in strada e potrebbe alleggerire la pressione su supermercati ed altri esercizi simili oltre che dare una boccata di ossigeno a chi da un mese ormai non ha entrate.

 



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