Napoli e le antiche origini del “Real Teatro San Carlo”

Grande Napoli

Era l’11 marzo 1737 quando Carlo di Borbone diede inizio ai lavori del “Real Teatro San Carlo“, uno tra i teatri più grandi e più belli d’Europa.

Il Teatro, ben presto, divenne sede non solo di eventi volti ad indottrinare e ad ingraziarsi la corte ed i sudditi più facoltosi, ma anche di numerose manifestazioni politiche e dinastiche.

Il progetto della maestosa opera fu affidato al brigadiere dei reali eserciti, Giovanni Antonio Medrano, la stessa, costata alle casse della monarchia partenopea ben 100.000 ducati, fu terminata in soli 8 mesi. Il teatro fu inaugurato il 4 novembre 1737 nel giorno di San Carlo con l’opera “Achille in Sciro” ed il suo costruttore, Angelo Carasale, ne fu l’imprenditore fino al 1741. Successivamente, intorno al 1767 circa, Ferdinando I di Borbone, in occasione del proprio matrimonio con Maria Carolina d’Austria, incaricava l’arch. Ferdinando Fuga di rinnovare gli interni del teatro, difatti, vennero aggiunti otto palchi di proscenio tra i pilastri del boccascena, furono cambiati gli addobbi, vennero aggiunti cristalli a specchio nella sala e un cornicione sull’ultima fila di palchi.

Nel 1799, durante la Repubblica Partenopea, il monumento assunse il nome di “Teatro Nazionale“. I suoi lavori di ristrutturazione iniziarono il 4 novembre del 1809 con lo scopo di edificare un corpo di fabbrica antistante l’ingresso del teatro. In seguito ad un incendio, verificatosi pochi anni dopo, l’opera fu inaugurata e presentata al pubblico il 12 gennaio 1817 con l’opera ” Il sogno di Partenope”. Soltanto nel 1822 il re Ferdinando I di Borbone concesse le sale da gioco del teatro alla Reale Accademia dei Cavalieri per potervi svolgere ricevimenti ed eventi mondani. Nel 1840 finalmente la struttura veniva dotato di illuminazione a gas. Nel 1875 una Commissione Tecnica, nominata dalla Giunta Municipale per esprimere un parere sulle condizioni statiche del teatro, riferì che, mentre le strutture murarie erano in ottime condizioni, le capriate di copertura, a causa delle copiose infiltrazioni d’acqua, rischiavano di crollare. Successivamente ai lavori, precisamente il 14 ottobre 1887, l’opera fu ceduta, unitamente al Teatro Mercadante, al comune di Napoli. Dopo un secolo di attività  ininterrotta, per fortuna, il 23 novembre 1980, anno del terremoto campano – lucano, non determinò danni determinanti la chiusura del teatro.

Ancor’oggi il Teatro costituisce l’antico vanto della città  grazie ai suoi 368 interventi di lavori, volti negli anni a conservarlo e, soprattutto, ad erigerlo a teatro lirico più bello del pianeta.

E possibile visitare il teatro con una visita guidata tutti giorni con i seguanti orari

Dal lunedì al sabato

Turni

Mattina:   10:30; 11.30; 12:30

Pomeriggio: 14,30; 15:30; 16:30
Domenica
Turni
Mattina:  10:30, 11:30, 12:30

Per maggiori informazioni il sito del teatro:

http://www.teatrosancarlo.it/

MARIA ANNA FILOSA



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