Napoli diventa capitale dell’architettura e del design con Arkeda 2026
Dal 27 al 29 novembre, la Mostra d’Oltremare riunisce professionisti e aziende da tutta Italia per tre giorni dedicati alla cultura del progetto.
Dal 27 al 29 novembre 2026 la Mostra d’Oltremare ospiterà la tredicesima edizione di Arkeda, la mostra-convegno dedicata ad architettura, edilizia, design e arredo. Per tre giorni Napoli accoglierà professionisti, aziende, progettisti e buyer, confermando il proprio ruolo nel panorama nazionale della progettazione contemporanea.
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Arkeda è nata nel Sud Italia, ma negli anni ha costruito una rete che supera i confini regionali ed attira ogni anno professionisti ed azienda da tutto lo stivale. Architetti, ingegneri, interior designer, imprese e operatori si incontrano in fiera per conoscere materiali, tecnologie e soluzioni destinate a trasformare gli spazi in cui viviamo.
Non una semplice esposizione di prodotti, quindi, ma un appuntamento dedicato alla cultura del progetto, alla formazione e alla creazione di nuove relazioni professionali.
Una manifestazione che parla a tutta Italia
I numeri dell’ultima edizione restituiscono la dimensione raggiunta da Arkeda: 12.500 visitatori professionali, 210 espositori, 56 Ordini professionali coinvolti e 35 buyer internazionali. A questi si aggiungono 44 tra convegni ed eventi, 16 mostre, nove presentazioni e showcase e oltre 7.300 contatti sviluppati tra aziende e operatori.
Dati che mostrano come Napoli possa diventare un punto d’incontro nazionale per il mondo della progettazione, capace di mettere in relazione imprese, professionisti e istituzioni.
In tre padiglioni e su una superficie espositiva di 8.000 metri quadrati troveranno spazio materiali per l’edilizia, serramenti, sistemi per l’abitare, arredamento, illuminazione, domotica, impianti, tecnologie per l’efficienza energetica e soluzioni dedicate alla sostenibilità.
Arkeda si inserisce così nel calendario nazionale come fiera architettura orientata al confronto professionale e all’aggiornamento del settore. Un luogo nel quale il progetto viene osservato da prospettive differenti, mettendo in dialogo competenze tecniche, ricerca, impresa e creatività.

Genius Loci, progettare il futuro partendo dai luoghi
Il tema scelto per Arkeda 2026 è “Genius Loci – Verso il futuro guardando al passato”. Un invito a riflettere sul rapporto tra architettura, identità e territorio in una fase in cui le città stanno cambiando velocemente.
Ogni luogo possiede caratteristiche, memorie e relazioni che lo rendono riconoscibile. Progettare significa anche saperle leggere i luoghi nel modo corretto, rispettando il contesto territoriale e immaginando nuovi spazi capaci di dialogare con ciò che già esiste, senza la pretesa di trasformarli ma con l’obiettivo di valorizzarli.
Da questo punto di vista Napoli rappresenta uno scenario naturalmente incline a questo tipo di trasformazioni. La città custodisce una stratificazione architettonica e culturale unica, nella quale edifici storici, quartieri popolari, archeologia, paesaggio e nuove trasformazioni urbane convivono a distanza ravvicinata.
Il Genius Loci diventa quindi una chiave per parlare di futuro senza perdere il rapporto con l’identità dei territori. Una riflessione che riguarda il recupero del patrimonio esistente, la rigenerazione urbana, l’uso dei materiali locali, l’abitare contemporaneo e la qualità degli spazi collettivi.
Materiali, tecnologia e sostenibilità
L’architettura contemporanea deve rispondere a esigenze sempre più complesse. Comfort, risparmio energetico, sostenibilità, durabilità e flessibilità degli ambienti sono diventati elementi centrali di ogni progetto.
Per questo Arkeda riunisce aziende e professionisti appartenenti a diversi segmenti della filiera. Accanto ai materiali per l’edilizia e ai sistemi costruttivi trovano spazio superfici, rivestimenti, illuminazione, arredi indoor e outdoor, soluzioni per il contract e tecnologie dedicate agli edifici intelligenti.
La manifestazione permette ai progettisti di conoscere le novità del mercato e valutarle direttamente, confrontandosi con chi le sviluppa e le produce. Allo stesso tempo, offre alle aziende la possibilità di comprendere come stanno cambiando le esigenze di architetti, interior designer, costruttori e committenti.
Un dialogo diretto che assume un valore particolare nei settori dell’hotellerie e del contract, oggi sempre più rilevanti anche per Napoli. La crescita turistica della città sta infatti alimentando interventi di riqualificazione, nuove strutture ricettive e progetti nei quali design, funzionalità e identità locale devono trovare un equilibrio.
Formazione e confronto tra professionisti
Arkeda dedica una parte importante del proprio programma anche alla formazione. Convegni, corsi, incontri e presentazioni consentiranno ai partecipanti di approfondire i cambiamenti normativi, tecnologici e culturali che interessano il comparto.
Il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, insieme al coinvolgimento degli Ordini professionali, rafforza l’autorevolezza della manifestazione. Alcuni appuntamenti prevederanno inoltre il riconoscimento di crediti formativi professionali.
È proprio questa capacità di creare connessioni a rendere Arkeda qualcosa di più di una vetrina espositiva. Nei padiglioni della Mostra d’Oltremare si incontrano idee, competenze e opportunità che possono proseguire anche dopo la conclusione dell’evento.

Napoli al centro del progetto contemporaneo
La tredicesima edizione di Arkeda rafforza il legame tra Napoli e il mondo dell’architettura. La città non sarà soltanto la sede della manifestazione, ma parte integrante del suo racconto: un luogo in cui tradizione e trasformazione continuano a convivere e a generare nuovi linguaggi.
Dal 27 al 29 novembre la Mostra d’Oltremare diventerà uno spazio di confronto sul modo in cui abiteremo, costruiremo e trasformeremo le città nei prossimi anni. Tre giorni per scoprire nuove soluzioni, incontrare i protagonisti del settore e osservare il progetto contemporaneo da una prospettiva che parte da Napoli e guarda all’Italia.

