Napoli e le sue chiese sconsacrate: un viaggio nel tempo tra spazi sacri
Santa Maria della Stella, Crocelle ai Mannesi e Santi Demetrio e Bonifacio: viaggio tra storia, abbandono e nuovi usi
La città di Napoli custodisce un patrimonio nascosto che racconta storie dimenticate: numerose chiese un tempo consacrate oggi sono chiuse al culto, sconsacrate o convertite ad altri usi. I motivi sono diversi: impossibilità di recupero, degrado strutturale, destinazioni profane o rinunce legate ai costi. Alcune hanno perfino subito profanazioni, richiedendo riti penitenziali officiati dal Vescovo per recuperare la sacralità perduta.
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Santa Maria della Stella alle Paparelle
Nella zona del centro antico in via De Blasiis si trova la chiesa rinascimentale di Santa Maria della Stella alle Paparelle, costruita nel 1519 da Giovanni Francesco Mormando come cappella gentilizia dedicata alla Madonna Maris Stella. L’interno, caratterizzato da una navata unica con volta a botte e abside lunettata, conserva tre piccole cappelle laterali. Oggi è chiusa, spogliata delle decorazioni originarie e sconsacrata nonostante le buone condizioni strutturali.
Le Crocelle ai Mannesi
Costruita nel 1638 sui resti della chiesa di Santa Maria di Porta Coeli, e ristrutturata nel 1882 da Filippo Botta, la chiesa delle Crocelle ai Mannesi combacia elementi neogotici e neoclassici in un edificio a navata unica rialzato rispetto alla strada. Sconsacrata e ceduta ad uso museale da una società immobiliare nel 2001, rappresenta uno dei casi più emblematici di trasformazione da spazio sacro a destinazione culturale.
Santi Demetrio e Bonifacio: fede e architettura universitaria
La chiesa dei Santi Demetrio e Bonifacio, costruita tra il 1706 e il 1725 su progetto di Giovanni Battista Nauclerio per i padri Somaschi, ospita oggi l’Aula Magna della Facoltà di Architettura dell’Università Federico II. L’impianto a croce greca conserva ancora tre importanti dipinti settecenteschi e la struttura interna originale, seppur privata della funzione religiosa.

